Vertenza IDAV, il sindaco Gerli: “Condizioni per una ripresa produttiva parziale ci sono. Ora la proprietà presenti una nuova AUA”
«Il Comune di Striano ha già fatto la sua parte. Ora tocca all’azienda formalizzare una nuova Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) che permetta di riprendere le attività almeno nel capannone non interessato dall’incendio del 2024». Così il sindaco Giulio Gerli, al termine di un confronto istituzionale sulla vertenza IDAV, che coinvolge oltre 150 lavoratori a rischio occupazionale.
Il sito produttivo, sotto sequestro da parte della Procura di Torre Annunziata, è attualmente fermo anche per la sospensione dell’AUA legata a criticità ambientali e urbanistiche. Dopo la rimozione degli abusi edilizi e l’avvio di interventi di bonifica ambientale, il Comune ha verificato – con il supporto dei propri tecnici – la fattibilità urbanistica di una ripresa parziale, funzionale all’accesso alla cassa integrazione straordinaria.
«Abbiamo chiesto alla proprietà – spiega Gerli – di presentare una nuova AUA che rispecchi lo stato attuale dell’impianto, includendo tutti gli adeguamenti strutturali e impiantistici necessari, in particolare in materia di depurazione e scarichi».
Contestualmente, l’amministrazione ha indicato una prospettiva strategica di delocalizzazione e rilancio dell’attività nell’area PIP, con l’utilizzo dello strumento ZES per l’accelerazione delle autorizzazioni. «A livello urbanistico – precisa il sindaco – siamo pronti a sostenere l’ampliamento e il trasferimento, ma serve chiarezza anche da parte dell’azienda sui propri piani industriali».
Il sindaco ha infine chiesto un’accelerazione da parte degli enti sovraordinati – ARPAC e Procura – per completare gli accertamenti ambientali, ma ha sottolineato anche la necessità di massima trasparenza da parte della proprietà verso i lavoratori, finora lasciati in uno stato di incertezza.
«Tutti vogliamo tutelare il lavoro, ma serve un quadro chiaro e condiviso – ha concluso –. Il Comune ha garantito il massimo supporto istituzionale. Ora servono scelte nette da parte della proprietà, e tempi certi da parte degli altri enti».
Napoli – presentata la prima edizione del “premio truth” all’istituto di cultura meridionale
Si è tenuta ieri, presso la meravigliosa sede dell’Istituto di Cultura Meridionale di Napoli, la conferenza stampa di presentazione della prima edizione del Premio TRUTH, riconoscimento dedicato alle eccellenze del settore enogastronomico italiano.
Ad aprire i lavori è stato il Direttore Artistico del Premio, Alfredo Mariani, affiancato dalla Dott.ssa Dorotea Ragucci, CEO di TRUTH EVENTS, e da Fabio Ragucci, Direttore Artistico della struttura.
Il Prof. Gennaro Famiglietti, Presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale, non è potuto essere presente per impegni legati alla crisi diplomatica internazionale in corso, ma ha voluto far giungere i suoi saluti e il suo pieno sostegno all’iniziativa.
Tra gli ospiti d’onore, ha partecipato alla conferenza anche la campionessa italiana Master 2024 di sciabola, Angelica Marziali, autentica interprete del principio “mens sana in corpore sano”, e testimone del valore dello sport come strumento di crescita, etica e disciplina.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto al Corpo Diplomatico Consolare di Napoli – Campania per la presenza e il costante supporto a iniziative culturali e imprenditoriali di valore per il territorio.
Il Premio TRUTH mira a premiare le realtà virtuose del comparto agroalimentare italiano, individuate attraverso un’attenta selezione operata dal Comitato Tecnico Scientifico presieduto dalla Prof.ssa Annamaria Colao, Cavaliere della Repubblica per meriti scientifici, Professore Ordinario di Endocrinologia e Direttore di Unità Operativa Complessa presso il Policlinico Federico II, coadiuvata proprio dal Prof. Famiglietti.
I destinatari del Premio TRUTH saranno annunciati nel corso della serata di gala in programma per sabato 28 giugno, un evento che intende attestare stima e riconoscimento pubblico a chi, attraverso il proprio lavoro, la propria visione imprenditoriale e un’etica coerente, contribuisce ogni giorno a valorizzare il comparto agroalimentare italiano.
L’evento si svolgerà sabato 28 giugno presso il Truth Events sito in Via Italia 63 a Pozzuoli Lago D’Averno (Napoli) e vedrà la partecipazione diverse eccellenze del nostro territorio, tra queste anche quella del giornalista campano Gianfranco Coppola, esperto di enogastronomia, volto di punta Rai e caporedattore vicario della TGR Campania.
L’evento gode anche del patrocinio dell’Università AUGE, che sarà rappresentata per l’occasione dal Rettore, Prof. Giuseppe Catapano, a testimonianza del legame tra ricerca accademica, cultura del territorio e valorizzazione delle eccellenze italiane.
PREMIO TRUTH 2025
Riconoscere il Valore della Verità nella Filiera Agroalimentare Italiana
Il Premio TRUTH è nato per premiare le aziende italiane che si distinguono per il loro impegno concreto in quattro ambiti chiave:
• Sicurezza alimentare
• Ricerca
• Sostenibilità ambientale
• Tutela della salute nei luoghi di lavoro
Un riconoscimento che celebra non solo l’impresa, ma uno stile di vita coerente con le vocazioni e le identità dei territori.
I NUMERI DI UN’ITALIA CHE RESISTE
Nel 2024, secondo dati ISTAT elaborati da Coldiretti, la produzione alimentare è stata l’unica industria manifatturiera a registrare una crescita (+1,8%), in netta controtendenza rispetto alla contrazione generale che ha colpito gran parte degli altri settori.
L’export agroalimentare ha toccato il record di 70 miliardi di euro, con un incremento dell’8% rispetto al 2023. Il comparto vale oggi oltre 620 miliardi di euro, e impiega circa 4 milioni di lavoratori, rappresentando un pilastro economico e culturale del Paese.
Il Made in Italy “dal campo alla tavola” vede coinvolti:
• 740.000 aziende agricole
• 70.000 industrie alimentari
• oltre 330.000 realtà della ristorazione
• 230.000 punti vendita al dettaglio
Una rete estesa e dinamica, cuore pulsante dell’identità produttiva italiana.
TURISMO E CUCINA: UN BINOMIO STRATEGICO
Per oltre il 64% degli italiani, l’esperienza gastronomica è un criterio decisivo nella scelta delle vacanze. Le mete più apprezzate restano Sicilia, Puglia, Campania e Toscana. La prenotazione avviene spesso entro le 24 ore precedenti, e il budget medio per un’esperienza culinaria si aggira tra i 20 e i 35 euro a persona.
IL CUORE DEL MADE IN ITALY
Migliaia di piccoli e medi produttori sono i custodi della qualità dei prodotti simbolo del Made in Italy: vino, olio, ortaggi e cereali. Il loro impegno quotidiano garantisce eccellenza e tutela dell’identità dei territori.
LE SFIDE DEL DOMANI
Il cambiamento climatico, l’inquinamento e la diffusione delle microplastiche mettono a rischio l’intera filiera. Questi fenomeni compromettono la biodiversità, la salute pubblica e la sostenibilità del nostro modello produttivo.
Silvia Falanga, il nuovo singolo è “‘A chi ‘o vuo'”
Poche parole chiare per la nuova canzone di Silvia Falanga, “‘A chi ‘o vuo'”: Voglie Vivere accussì!
“Voglie Vivere accussì”, perché c’è sempre qualcuno che vuole cambiarti o togliere la famosa energia, e la cantautrice Silvia Falanga ci lancia una vera e propria “bomba” di energia e liberazione. “‘A chi ‘o vuo’“, ci spiega la stessa artista, è un’espressione tutta napoletana, accompagnata dal gesto della mano “a cuoppo”, che significa “Cosa vuoi? Ma cosa dici?”. Ma nel brano, il significato si trasforma in un potente “Basta! Mi sono scocciata! Nun tengo a capa pe nisciune te si sbagliate voglie vivere accussì, fammi vivere così”.
Un vero e proprio inno alla libertà e al cambiamento! “Più chè un inno alla libertà, ma un vero e proprio un atteggiamento positivo per il cambiamento, un inno alla positività, ad un nuovo modo di pensare e guardare la vita come un dono, e come tale viverlo con gratitudine e non con pesantezza: la vita è bella è “breve” per soffermarsi sui stupidi pensieri e da qui il… Nu tengo genio e parlà”, dichiara Silvia, invitandoci a scuotere via le negatività e a goderci ogni singolo istante. Un messaggio che arriva dritto al cuore, con la potenza di una voce che sa toccare le corde dell’anima e la grinta di un sound che non ti lascerà fermo un secondo.
Silvia Falanga: Un vulcano di talento e premi
Silvia Falanga è un’artista a 360 gradi, con una carriera che parla da sé! Nata a Pozzuoli, Silvia inizia come ballerina ma si innamora presto del canto, debuttando a soli 16 anni e calcando palchi importanti al fianco di giganti come Gianni Bella, Gigi D’Alessio e Peppino di Capri.
Il suo percorso artistico è un susseguirsi di successi e riconoscimenti tra cui:
Festival di Napoli 2021/22: Vince il premio come “Miglior interprete” con il brano “Allora Parlame”.
“The Voice of Christmas” (2022): Pubblica un CD che la porta in giro per concerti e spettacoli.
“Azzurro Sport” (2023): un programma sportivo tutto suo su Partenope TV e dirige il coro degli “Angeli Napoletani”, per lo scudetto del Napoli.
“Metti le scarpe e corri” (2024): Il singolo le vale il premio come “Miglior interpretazione” al Vesuvius Film Festival.
Ha lavorato in Rai e Mediaset.
Ma non finisce qui perchè Silvia Falanga è un’artista apprezzata anche a livello internazionale, con una bacheca ricca di premi prestigiosi: dal “Premio Internazionale Capitolino” a Roma al “Premio Artista dell’anno” dalla Noble’s Crown Association, passando per il riconoscimento dell’Accademia Internazionale Aristocratica Europea e dell’Università A.U.G.E., Patrocinata dal Parlamento Europeo. E ancora, il Premio Carnevale Epomeo, il Premio Pulcinella e il Premio Ass. San G. Moscati per la vita Onlus. Ad oggi, un nuovo percorso artistico musicale però si prospetta per lei e la diffusione della sua musica.
Attualmente, Silvia è immersa nel progetto “dentrOfuori” con Paolo Di Iorio, contrabbassista del San Carlo, un duo/trio che sta conquistando il pubblico con la sua fusione innovativa di classico napoletano e musica moderna. Il loro debutto all’Officine San Carlo è stato un successo, e l’obiettivo è chiaro: portare la musica napoletana nel mondo! Attualmente è in studio per la registrazione di un nuovo singolo ed a breve la vedremo impegnata al Premio Carosone e “Le Vesuviane”, oltre che in varie piazze e teatri.
“‘A chi ‘o vuo'” è più di una canzone, è un grido liberatorio, un invito a credere in se stessi e a vivere appieno, un pezzo che siamo sicuri ti farà ballare e riflettere. “‘A chi ‘o vuo'” è già su YouTube e Spotify ed è prodotto da MadManFactoriProdaction.
La fotografa Luisa Menazzi Moretti presenta a Napoli “Far Fading West”, immagini da un mondo che sta scomparendo
La Desolazione dell’anima, Il Texas come Paradigma
26 GIUGNO ORE 18.00 – Magazzini Fotografici, Via S. Giovanni in Porta 32
L’autrice in dialogo con il professore di fotografia e fotogiornalismo Mario Laporta
Il Texas come paradigma della solitudine e della desolazione. Il Texas come archetipo del disorientamento e della violenza muta che apre le porte alla brutalità della pena di morte.
Luisa Menazzi Moretti, fotografa italo-americana, artista impegnata a restituire allo sguardo della fotografia il suo valore di riflessione sociale, presenta ai Magazzini Fotografici di Napoli, il 26 giugno, alle 18.00, le due opere che maggiormente ne hanno segnato il percorso: Far Fading WesteTen Years and Eighty-Seven Days.
La fotografia di Luisa Menazzi Moretti è sociale, non solo perché va alla ricerca delle persone, della gente, ma perché si occupa di temi che riguardano tutti.
Il libro fotografico Far Fading West è un viaggio mistico attraverso 169 scatti che raccontano la dissoluzione di un mondo. Tappeti scoloriti dalla polvere, intonaci sbiaditi, assi di legno mangiate dai tarli, strade spaccate dal sole, villaggi fantasma nel grigiore bucato da sprazzi di colore di murales e vecchi cartelloni: un Texas che va scomparendo, nell’ombra di poche figure umane, che si aggirano solitarie tra ciò che resta di un mondo che non può ritornare. Come il cowboy che in uno scatto iconico, percorre lentamente, in sella al suo cavallo, una modernissima, deserta autostrada di Houston.
La dissoluzione di questo mondo nelle foto di Luisa Menazzi Moretti pare restare sospesa, un’ultima volta attaccata, senza forza, a un destino inevitabile.
Il Texas, negli scatti di Far Fading West, è uno stato mentale, una “mistica” universale, che parla a tutti di solitudine, sgretolamento del tessuto sociale.
La mancanza del futuro che traspare nelle foto dei luoghi è la stessa che attraversa un’altra opera fotografica di Luisa Menazzi Moretti: Ten Years and Eighty-Seven Days. Un lavoro che si dipana in 17 immagini eil cui titolo richiama il tempo medio che un condannato attende nel braccio della morte, aspettando l’esecuzione.
Le opere di Luisa Menazzi Moretti hanno trasformato in immagini le frasi, le dichiarazioni e i testi delle lettere scritte dai detenuti del carcere di Livingston, vicino ad Huntsville, in Texas, in attesa dell’esecuzione. Fotografie singole, dittici o trittici di grande formato, accanto i testi tratti da lettere, articoli, poesie, scritti dei prigionieri del braccio della morte – che l’artista ha studiato e scelto per esprimere l’umanità sull’orlo del suo limite, una sospensione avvolta dalla consapevolezza della fine che si avvicina inesorabile, cadenzata.
Ten Years and Eighty-Seven Days non parla di morte, ma narra la vita sospesa dentro quel luogo, il carcere, e in quello Stato americano (il Texas, dove l’artista ha vissuto per molti anni) in cui, dal 1982 al marzo di quest’anno, sonostati giustiziati 583 detenuti. La morte non è esibita, né ci sono giudizi, innocenti o colpevoli.
All’evento organizzato ai Magazzini Fotografici verrà presentato il libro fotografico sul Texas e verranno proiettate le immagini sulla pena di morte, punto di partenza per un dibattito-dialogo aperto con il professore Laporta.
“Ten Years and Eighty-Seven Days e Far Fading West possono essere presentati come lavori distinti e separati, prodotti in anni diversi; tuttavia, man mano che Far Fading West prendeva corpo, si è delineata in modo sempre più evidente la forte relazione tra i due lavori – sottolinea Luisa Menazzi Moretti -. Se da una parte Far Fading West è la disgregazione di un mondo fino a poco tempo fa fiorente e vitale ed ora agonizzante e decadente, dall’altra parte la mentalità, l’aspetto non tangibile di questa realtà, si aggrappa alle sue radici “western”: nazionalismo, uso delle armi, la legittimazione della giustizia rapida ‘fai da te’, arriva, infine e inevitabilmente alla legittimazione della pena di morte. Una pena inflitta da uno Stato democratico occidentale, certo, che ancora, nella modernità, non rinuncia alla mentalità così cara al Far West”.
Ten Years and Eighty-Seven Days è prodotto dal Museo Santa Maria della Scala di Siena; la mostra è stata esposta nel 2016 all’European Month of Photography di Berlino, nel 2017 a Siena al Museo Santa Maria della Scala, nel 2018, a Treviso, nello spazio di Tra – Treviso Ricerca Arte e nel 2024 alla Fondazione Kennedy a Firenze. Il video del progetto ha ricevuto la menzione d’onore all’International Photography Awards di New York.
I Magazzini Fotografici sono il luogo ideale per la presentazione delle opere di Luisa Menazzi Moretti. Il presidio culturale indipendente di Yvonne De Rosa, nasce come progetto atto a contribuire al sostegno e la divulgazione della alfabetizzazione visuale e della cultura, una sfida per il futuro del centro storico di Napoli che promuove un turismo sostenibile e contribuisce ad una rigenerazione urbana che parte dal basso scevra da una visione di profitto individuale.
Luisa Menazzi Moretti (Udine, 1964) all’età di tredici anni lascia l’Italia per trasferirsi con parte della sua famiglia in Texas, dove frequenta le scuole e l’università. In quegli anni segue corsi di fotografia prediligendo lo sviluppo e la stampa in bianco e nero.
Ritorna a vivere in Europa, si laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Università degli Studi di Udine, lavora a Londra per poi trasferirsi in Italia dove ha vissuto a Bologna, Roma, Venezia e Napoli. In anni recenti ha trasformato la sua passione per la fotografia conferendole progettualità e dedicandosi all’attività espositiva ed editoriale. Tra le mostre si segnalano Dieci anni e ottantasette giorni, un lavoro sulla vita dei carcerati nel braccio della morte in Texas presentato allaRobert F. Kennedy International House of Human Rights a Firenze (2024), al Ma.Co.F – centro della fotografia italiana – a Brescia (2023), al Museo Santa Maria della Scala di Siena (2017), all’European Month of Photography (EMOP) di Berlino (2016); Io sono, un progetto sui rifugiati, ospitato al MUDEC di Milano (2021), al Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), al Museo Nazionale di Palazzo Lanfranchi a Matera e al Museo Archeologico di Potenza (2018); Solo, ospitato al MATA nell’ambito del Festival della Filosofia di Modena (2019); Somewhere, Villa Manin, Udine (2016); Tre Oci tre mostre, Fondazione Tre Oci, Venezia (2015); Words, Forum Universale delle Culture, Napoli (2015), Galleria Civica Tina Modotti, Udine, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Pordenone (2014); Cose di natura, un progetto per la Galleria d’Arte Moderna di Genova (2014).Suoi libri sono stati pubblicati da Artem, (Far Fading West, 2023), Giunti Editore (Io sono/I Am, 2017), Contrasto (Ten Years and Eighty Seven Days, 2016), Gente di Fotografia (Somewhere, 2016) e ancora Artem (Cose di natura / Nature’s Matters, 2014 e Words, 2013). Tre progetti dell’autrice, Dieci anni e ottantasette giorni, Io sono e Casa mia – un video dedicato ai bambini dei Quartieri Spagnoli di Napoli dove l’artista vive parte dell’anno – sono stati premiati con quattro menzioni d’onore dall’International Photography Awards di New York. Ricordo, rivedo è l’ultimo progetto di Luisa Menazzi Moretti per la mostra Il Vittoriale delle Italiane, esposta al Vittoriale nell’ambito della programmazione di Brescia Photo Festival 2024.
Gusto e identità nella cucina di Lettere: il seminario tecnico del GAL Terra Protetta sul valore delle filiere locali
Il 27 giugno nella suggestiva cornice della Cattedrale del Castello di Lettere, un incontro tecnico per riflettere su sostenibilità, tradizione e sviluppo territoriale attraverso la ristorazione e i prodotti a km 0
Il progetto “Rural Food Revolution – Re-Food” del GAL Terra Protetta prosegue il suo percorso nei territori dei Monti Lattari con il secondo seminario tecnico dedicato al legame tra filiere locali e cucina del territorio. L’appuntamento è per venerdì 27 giugno alle ore 18:00 nella sala convegni presso la Cattedrale del Castello di Lettere (via San Nicola Castello, snc).
L’evento, promosso nell’ambito del progetto finanziato dalla Misura 19.3.1 del PSR Campania 2014–2022, sarà un momento di approfondimento e confronto tecnico sulla valorizzazione della cucina tradizionale attraverso il modello virtuoso della filiera corta, in una delle realtà più attive del comprensorio agricolo dei Monti Lattari.
Il valore della filiera corta e la cucina del territorio
A Lettere, come in altri borghi dell’area vesuviana e montana, produttori e ristoratori collaborano quotidianamente per proporre piatti che riflettano la stagionalità, la freschezza e la sostenibilità delle risorse locali. La filiera corta è il cuore pulsante di questa sinergia: un sistema di produzione e distribuzione in cui il cibo arriva dal campo alla tavola con pochissimi intermediari.
Tra i vantaggi principali delle filiere a km 0:
Minore impatto ambientale, grazie alla riduzione delle distanze di trasporto;
Maggiore freschezza e qualità degli alimenti, raccolti e consumati in tempi brevi;
Sostegno all’economia agricola locale, con un impatto diretto sulle comunità;
Tutela della biodiversità e del paesaggio agricolo, con il mantenimento di varietà tradizionali e tecniche colturali identitarie.
Nel caso di Lettere, questa attenzione si traduce nella scelta quotidiana di materie prime come:
Pomodori locali (San Marzano, Corbarino, Piennolo);
Verdure di stagione (melanzane, zucchine, peperoni);
Olio extravergine d’oliva prodotto in loco;
Formaggi freschi e carni provenienti da allevamenti del territorio.
Il programma del seminario
L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali del sindaco Anna Amendola, seguita da Giuseppe Falco, responsabile della P.O. PSR Campania 2014/2022, e Rosanna Lavorgna, referente regionale della Tipologia Intervento 19.3.1. A illustrare gli aspetti gestionali e operativi del progetto Re-Food saranno Anna Fermo, responsabile amministrativa e finanziaria del GAL Terra Protetta, e Gennaro Fiume, coordinatore dello stesso GAL.
A seguire, il seminario offrirà contributi tecnici e culturali con:
Mariella Verdoliva, presidente della Fondazione Monti Lattari;
Raffaele Palumbo, cultore della materia, professore del Dipartimento di Scienze del turismo dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, che offrirà una lettura della cucina territoriale in chiave turistica;
Alfonso del Sorbo, esperto enogastronomico;
Carmine Calabrese, professionista del settore banqueting;
Giuseppe Guida, presidente del GAL Terra Protetta, che concluderà i lavori.
A moderare sarà il giornalista Gennaro Cirillo, direttore de Il Gazzettino Vesuviano.
La “Rivoluzione alimentare rurale”: il progetto
L’intero evento si inserisce nel contesto del progetto “Rural Food Revolution – RE FOOD”, promosso dal GAL Terra Protetta insieme ad altri 10 GAL campani in un’azione di cooperazione interterritoriale prevista dalla Misura 19.3, Tipologia 19.3.1 del PSR Campania 2014–2022. Obiettivo principale del progetto è la valorizzazione dei sistemi alimentari tipici delle aree rurali, promuovendo il binomio Prodotto/Territorio come leva di sviluppo sostenibile per le filiere eno-agroalimentari e turistiche.
Tra i temi chiave su cui si fonda il progetto, particolare attenzione sarà riservata allo sviluppo e all’innovazione delle filiere produttive locali, con l’obiettivo di rafforzare le economie rurali attraverso pratiche sostenibili e reti territoriali. Accanto a questo, la tutela della biodiversità diventa un elemento centrale per valorizzare le varietà autoctone e gli ecosistemi agrari tradizionali. Il progetto mira inoltre a migliorare la qualità della vita nelle aree rurali, promuovendo nuove opportunità occupazionali e servizi per le comunità locali. Infine, l’integrazione tra paesaggio, cultura e agricoltura rappresenta una strategia trasversale, volta a restituire centralità ai territori attraverso una visione unitaria che coniughi identità, bellezza e sviluppo.
Le azioni del GAL Terra Protetta nel progetto Re-Food
Il progetto Rural Food Revolution – Re-Food, promosso da una rete di 11 GAL campani con il coordinamento del GAL Cilento, punta alla valorizzazione dei sistemi agroalimentari rurali come volano di sviluppo sostenibile. Nel territorio del GAL Terra Protetta, le azioni locali si concentrano su:
Promozione delle produzioni tipiche e delle varietà autoctone;
Integrazione tra agricoltura e accoglienza turistica;
Storytelling e comunicazione visiva per costruire un brand territoriale;
Eventi esperienziali, come showcooking e laboratori sul campo;
Coinvolgimento delle comunità locali e dei giovani nella difesa dell’identità rurale.
Il seminario di Lettere rappresenta un ulteriore tassello in questo percorso condiviso, capace di coniugare competenza tecnica, promozione del territorio e valorizzazione del cibo come espressione culturale.
Una comunità che cucina il futuro e lo lascia assaggiare
L’appuntamento del 27 giugno sarà un’occasione per riflettere su come la cucina locale, se radicata nella qualità delle materie prime e nella cooperazione tra attori del territorio, possa diventare motore di un nuovo sviluppo rurale, consapevole e sostenibile.
Al termine del seminario è previsto un tavolo enogastronomico con degustazione di prodotti tipici locali, offerti da aziende del territorio.
Lettere si fa così portavoce di una visione gastronomica che guarda al futuro partendo dalle radici, offrendo un modello replicabile per l’intero comprensorio dei Monti Lattari.
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