CAMBIO DI STAGIONE: UNA COPPIA SU TRE A RISCHIO
CAMBIO DI STAGIONE: UNA COPPIA SU TRE A RISCHIO
Il cambio di stagione, ora più tangibile con il crollo delle temperature e il diminuire delle ore di luce ha diverse ricadute fisiche sugli individui ma ha anche un effetto sugli equilibri di coppia, i quali in certi casi trasferiscono sul nucleo familiare il malessere che stanno vivendo. Secondo uno studio condotto dalla rivista online Spot and Web su un pool di 50 psicologi nelle coppie l’anomala irritabilità nel partner in questo periodo dell’anno sarebbe la prima responsabile delle discussioni in casa con il 45% delle risposte, seguono gli stati di ansia non compresi nella coppia con il 27% dei casi, insonnia e insofferenza condizionano negativamente la vita coniugale (18%) e più raramente sono la malinconia (7%) o l’astenia (3%) di uno dei coniugi a creare tensione all’interno del nucleo familiare creando quelle difficoltà che in condizioni normali non si verificherebbero.
Senza dover rientrare nella più complessa casistica del disturbo affettivo stagionale il dato non sorprende: osservando le serie storiche è comune che le relazioni di coppia subiscano in contraccolpo in autunno e di riflesso ci sia un boom delle terapie di coppia. In parte è conseguenza delle vacanze, periodo di continua vicinanza con il partner, che costringe ad affrontare gli aspetti che non piacciono della relazione. Sono da considerare anche il rientro alle difficoltà quotidiane, fonte di stress. E, nel caso di famiglie con figli, si assiste anche a una ricaduta nel rapporto con loro la cui l’irrequietezza si aggiunge alle difficoltà nelle dinamiche genitori-figli comuni a tutte le famiglie. Ma c’è anche una componente fisiologica che spiega l’acuirsi di problemi e reazioni, Camilla Pizzoni, Direttore generale Pool Pharma, spiega: «Alla base di questi processi spesso la responsabilità è da attribuire anche alla fase di adattamento fisiologico, dovuto al calo repentino delle temperature e la rapida diminuzione delle ore di luce cui l’estate ci ha abituato. La reazione sfocia in irrequietezza accompagnata dalla difficoltà a riposare che rendono le giornate impossibili e sono segnali da non sottovalutare: l’agitazione porta, nel tempo, a una condizione di stress psicofisico a volte anche intollerabile».
Ma quali sono i sintomi più diffusi che vengono accusati dagli italiani durante all’ingresso della stagione autunnale? I più frequenti sono gli stati ansia e irritabilità accompagnati da disturbi del sonno o insonnia. La debolezza o l’astenia sono spesso accompagnati dalla diminuzione della motivazione. Altre manifestazioni tipiche del periodo sono l’insorgere di fame nervosa che spesso comporta un aumento di peso, disturbi gastrici di lieve entità come la difficoltà di digestione. Infine la manifestazione di raffreddori e malanni di stagione che potrebbero essere legati a squilibri del microbiota intestinale, sensibile ai cambi di alimentazione. Spiega Pizzoni «Oltre alla percezione di essere sempre sulle spine, di avere qualcosa da fare che non ricordiamo, chi è cronicamente irrequieto spesso vive un senso di paura di perdere il controllo, fa pensieri catastrofici circa l’eventualità di dimenticare qualcosa di importante. Inoltre irritabilità, difficoltà di concentrazione, disturbi della memoria e scarsa lucidità mentale sono sicuramente sintomi correlati da tenere sotto controllo».
Possono però essere adottate delle strategie per ridurre al minimo, se non eliminare, questi disagi adottando dei comportamenti e abitudini adeguate. La più consigliabile è muoversi all’aria aperta: l’attività fisica leggera eseguita con regolarità migliora l’umore, rafforza il sistema immunitario e aiuta a contrastare la sensazione di stanchezza. Tale pratica può essere di aiuto anche per i casi di disturbo del sonno ma nelle situazioni di difficoltà prolungata il suggerimento è di valutare con l’aiuto del proprio medico o farmacista l’assunzione di integratori di melatonina per agevolare la ripresa di un riposo regolare. Di pari importanza è l’alimentazione che deve essere curata con particolare attenzione: va privilegiato il consumo di frutta e verdura fresca e di stagione per il miglior apporto di vitamine e antiossidanti a supporto delle difese immunitarie. Non va dimenticata nemmeno l’idratazione, cui troppo spesso si pone tanta attenzione sono nella stagione più calda, Camilla Pizzoni sottolinea: «In autunno le temperature si abbassano, il livello di umidità ambientale diminuisce e di conseguenza la percezione della sete si attenua ma il corpo continua a perdere liquidi in modo attraverso la respirazione, la digestione e altri processi metabolici. Le persone ne sono meno consapevoli perché quando l’aria diventa più fresca lo stimolo delle sete può ridursi fino al 40%». Infine risulta di grande supporto mantenere delle routine il più possibile regolari: rispettare gli orari per i pasti, del ciclo sonno-veglia e le altre attività della giornata supporta l’adattamento fisiologico e aiuta a contrastare lo stress legato al cambio repentino delle temperature e della luce diurna.


