Casoria, Riconoscimento della Palestina e “Pietre di Memoria”
Lunedì 13 ottobre 2025 (ore 9:30) il Consiglio Comunale di Casoria, convocato per affrontare una serie di importanti punti all’ordine del giorno, discuterà una mozione per il riconoscimento internazionale dello Stato della Palestina. Proprio “A tutti i bambini della Palestina” è dedicata, inoltre, la “pietra di memoria” che sarà posata lunedì nei pressi della Sala Consiliare di Piazza Domenico Cirillo, la prima di una serie di pietre che saranno installate nel basolato dei marciapiedi di luoghi pubblici, per ricordare le vittime innocenti di violenza della città di Casoria. Al Consiglio Comunale parteciperà anche una rappresentanza delle scuole del territorio e della sezione locale dell’associazione “Libera – Contro le mafie”.
Il riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina è un passo fondamentale per equiparare la sua condizione sul piano politico a quella di altri Stati, riconoscere le aspirazioni legittime ad avere uno Stato da parte dei palestinesi e ribadire le tutele previste dal Diritto Internazionale. Al di là dei recentissimi sviluppi della questione, è ormai evidente quanto sia indispensabile che le Nazioni Unite e l’Unione Europea non si fermino alle dichiarazioni di condanna e al richiamo alle parti di fermare la violenza, ma che prendano posizione per eliminare le cause che provocano la violenza e l’ingiustizia in Israele e in Palestina con l’obiettivo di esercitare una mediazione attiva per la fine dell’occupazione militare israeliana e della colonizzazione dei Territori Palestinesi Occupati e per il rispetto dei diritti umani e del Diritto Internazionale in tutto il territorio palestinese e israeliano.
Inaugurato oggi presso l’ex Base Nato di Napoli – Bagnoli, un nuovo Spazio Aggregativo di Prossimità, cuore pulsante di inclusione, partecipazione e creatività
Iniziativa frutto della partnership tra enti pubblici e del terzo settore
In un clima carico di entusiasmo e partecipazione è stato inaugurato questa mattina il SAP San Laise, un nuovo Spazio Aggregativo di Prossimità promosso dalla Cooperativa Il Quadrifoglio, nell’ambito del progetto “San Laise Young Time”, finanziato da Impresa Sociale Con i Bambini, in rete con numerosi partner del terzo settore e istituzionali.
Un luogo aperto, gratuito, dove le giovani generazioni potranno trovare ascolto, protagonismo e strumenti per esprimersi.
All’evento hanno preso parte figure di primo piano del mondo istituzionale e sociale: Marco Rossi Doria, Antonio Marciano, Enza Amato, Luca Trapanese, Carmine Mocerino, Anna Ceprano e la presidente della Cooperativa Il Quadrifoglio Lidia Ronghi che ha affidato alla stampa parole forti e cariche di visione:
“Il SAP San Laise è molto più di uno spazio fisico: è una visione che prende forma. In un tempo in cui i giovani vivono solitudini sociali e spesso si sentono invisibili, noi restituiamo loro un luogo che li riconosce, li accoglie e li sostiene. Il nostro obiettivo non è solo ‘dare spazio’, ma restituire dignità, voce, opportunità. Questo presidio rappresenta un investimento concreto nella costruzione di una comunità più giusta, più solidale, più umana. È un atto di responsabilità verso il presente e verso il futuro”.
“Siamo orgogliosi di sostenere il SAP San Laise, uno spazio pensato per i giovani, le famiglie e la comunità. Un luogo di incontro, educazione e cittadinanza attiva, dove si costruisce futuro partendo dall’ascolto e dalla prossimità. Qui non nasce solo un centro, ma una visione condivisa di società”, cosi Marco Rossi Doria, Presidente Impresa Sociale Con i Bambini che ha finanziato la progettualità.
“È stata una bellissima giornata perché aggiungiamo un’attività importante a quelle già presenti all’interno del Parco San Laise. È una scommessa straordinaria: quando si risponde ai bisogni delle giovanissime generazioni, ci si prende cura del destino della società. Prendersi cura dei bambini e delle bambine, della parte più piccola e fragile della nostra comunità, significa costruire una società fondata su principi più solidi: uguaglianza, solidarietà, inclusione e pari opportunità. Questa è una pagina importante di impegno e di futuro”, cosi Antonio Marciano, Presidente della Fondazione Campania Welfare, Ente proprietario del Parco San Laise che ha sostenuto l’iniziativa sin dalla sua nascita.
“Questo progetto rappresenta esattamente ciò di cui c’è bisogno: l’unione virtuosa tra enti del terzo settore e amministrazione pubblica”, cosi Luca Trapanese, Assessore al Welfare del Comune di Napoli.
“Quella di oggi è una bellissima mattinata in un luogo che rappresenta speranza e rinascita per Napoli e non solo. Credo davvero che qui i giovani possano trovare l’opportunità di esprimere le loro intelligenze, la loro creatività e il loro intuito” cosi Carmine Mocerino consigliere regionale della Campania.
“Sono felice di portare stamane il saluto del Consiglio comunale di Napoli ad una iniziativa che abbiamo sostenuto con forza e che continueremo a sostenere per il futuro”, cosi Enza Amato, Presidente del Consiglio comunale di Napoli.
“Legacoop Campania è orgogliosa di sostenere il SAP San Laise, progetto virtuoso promosso dalla Cooperativa Il Quadrifoglio a favore delle nuove generazioni” cosi Anna Ceprano, Presidente Legacoop Campania.
Di grande valore simbolico la donazione effettuata dalla casa editrice Giochi Uniti, leader italiana nella produzione di giochi da tavolo, che ha consegnato al SAP un’intera ludoteca con alcuni dei suoi articoli più importanti.
“Un tempo si diceva di allontanare i ragazzi dalle insidie della strada. Oggi la sfida è allontanarli dalle solitudini digitali e dall’infinite scrolling dei dispositivi mobili. Crediamo nel valore sociale del gioco da tavolo, capace di creare aggregazione reale e costruttiva. Siamo orgogliosi di sostenere il SAP San Laise in un territorio che amiamo e che ha bisogno di luoghi così”, fa sapere Stefano De Carolis di Prossedi, direttore operativo di Giochi Uniti.
Il dibattito è stato moderato dal giornalista Stefano Pisaniello.
A margine della presentazione, lo spazio ha ospitato un’esibizione di Cypher Breakdance.
“Il SAP è più di un progetto: è una promessa mantenuta, è Napoli che sceglie di investire nei suoi giovani”.
Sabato 25 ottobre 2025, alle ore 18.00, allo “Studioripartiamodazero”, Piazza Castello, n. 7 – Avezzano (AQ) sarà inaugurata la mostra “MARE e MONTI”, a cura di Maurizio Vitiello
Allo “Studioripartiamodazero” Piazza Castello, n. 7 67051 – Avezzano (AQ) – mob. 347.223.35.35, sabato 25 ottobre 2025, alle ore 18.00, sarà inaugurata la mostra “MARE e MONTI”, curata dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello, con opere recenti dei seguenti artisti: Maurizio Bonolis, Beatriz Cárdenas, Maria Pia Daidone, Pier Tancredi De-Coll’, Lars Howler, Franca Lanni, Vincenzo Mascia, Mauro Molinari, Girolamo Mulinaro, Viviana Pallotta, Maria Carmen Salis. Roberto Sanchez.
Resterà aperta sino domenica 30 novembre 2025.
Orari dal lunedì alla domenica: mattino 10.30 – 12.30/pomeriggio 16.30 – 19.30
Scheda della mostra, a cura di Maurizio Vitiello
Quest’esposizione, in terra d’Abruzzo, vuol combinare due estremi per una dialettica aperta d’incontri visivi. Le varie estensioni estetiche, qui presenti, raccolgono esiti di lavori di varie coniugazioni.
Le differenti narrazioni, attivate da diverse frazioni visive, presentano opere nelle quali si riflettono multiple e variegate sensibilità operative. I solchi dei diversi codici linguistici utilizzati sostanziano un momento espositivo di livello. Gli artisti, che risultano vivaci sulla scena dell’arte, hanno determinato una conversazione tra diversi linguaggi. La partecipazione emotiva ha articolato consapevolezze esecutive e calcolati equilibri sintetici. Gli artisti quali “cercatori d’anima” si spingono a coordinare nuovi contributi e ci permettono di comprendere tutte le dinamiche tensive delle arti visive contemporanee. Indubbiamente, l’arte si evolve in passaggi e rialzi, in evoluzioni e sviluppi, in miglioramenti e perfezionamenti.
Maurizio Bonolis, dopo un lungo viaggio pittorico, si è avvicinato al mondo virtuale della “digital art” e, man mano, ha scoperto nuovi orizzonti e nuove vie d’esecuzione e nell’assetto operativo, tra computer e “mouse”, ricrea versanti tra il funzionale geometrico e peculiari sintesi di post-avanguardie. Con la tecnica digitale intercetta un’alta dimensione d’intenti.
Beatriz Cárdenas col suo percorso estetico combina strutturazioni sinergiche e cromatismi energetici per arrivare a potenziare ventagli e profili di tagli utili e qualificati. Riesce sempre a coniugare temi d’indubbia, significativa duttilità e di pregnante passione e a rendere resilienze estetiche con avvincenti studi trattando nuove formulazioni espressive.
Maria Pia Daidone opera per riepiloghi estremi dando vita ad aggregazioni materiche e la serie di queste formazioni costruttive si distingue nella sua produzione. Nelle sicure strutture, motivate da rimbalzi emotivi e contraddistinte da diversi elementi scelti per rendere percorsi intimi vissuti, riesce a compulsare onde e traiettorie.
Pier Tancredi De-Coll’ motiva calibrati impianti, di mano sciolta ed esemplare, che colpiscono e affascinano, nonché produce interessanti immagini, legate a una dimensione d’affetti e d’intenti, e sistema e accorda elaborazioni equilibrate per un ventaglio prezioso di riassunti singolari e congruenze su cromatismi segnaletici. Formula circostanze emotive con accordanti scatti.
Lars Howler con le sue tecniche digitali sottolinea la sua elegante declinazione di campo sintetico e con ragione situa un elegante senso astratto di vena poetica. Ordina e modula sobrietà linguistiche e posiziona un impianto trattato da certezze e richiami in campo spaziale e modella pause. I disegni compositivi narrano esperienze sensibili.
Franca Lanni racconta pericasticità profonde, allusive e sintomatiche, grazie a impianti dall’energia tracciante e sperimenta potenziando cromatismi fortificanti. Con disciplina motiva appaganti inquadrature e sottolinea una progettazione visuale responsabile e composta, rispettosa di orientamenti di sentieri di plasmabili sviluppi.
Vincenzo Mascia nelle sue realizzazioni recenti è evidente il richiamo al Costruttivismo da un lato e al Suprematismo dall’altro, sempre rivolto al superamento del limite, all’indagine pluridisciplinare, al coinvolgimento dell’esperienza conoscitiva relativa ai processi percettivi e in un abile e raccolto Neoplasticismo emergono sintesi, piani, colori, equilibri, conferme segniche.
Mauro Molinari con la prescelta tecnica della “digital art” ha sviluppato la sua carriera con sobrietà operativa e con assidua attenzione alle dinamiche degli ambienti contemporanei, da cui attinge e su cui pone accenti particolari, singolari e personalissimi, ma alimenta anche storie, vicende, resoconti, tanto per capacitare una dimensione analitica accentuatamente stringente.
Girolamo Mulinaro col suo lavoro ha voglia di avvicinare lo spazio, anzi tenta di sedurlo e questa costante d’avvicinamento si collega nella dinamica, dichiarata ed estrema, di incursioni cromatiche elaborate con impasti convincenti e di profondo senso tattile, ben sapendo che l’universo ha “corpo e anima” nel suo respiro quantico, che apre a dimensioni che cadenzano iperboliche frenesie. Mari e monti valgono come conscio e subconscio. Le montagne a significare il conscio come parte visiva e conosciuta dell’essere con i suoi travagli interiori tesi a comprendere l’universalità dell’uomo nella spasmodica ricerca dell’equilibrio tra materia e spirito. Monti che in tempi primordiali erano sommersi dalle acque, venuti ora in superfice a testimoniare traguardi raggiunti (come fossili di cetacei ritrovati). Le profondità dei mari come subconscio e parte nascosta del nostro animo, dove albergano emozioni e infinite scoperte in un mondo cheto, perché consapevole dei suoi tesori di colori segreti tutti ancora da scoprire.
Viviana Pallotta con la sua operatività in“digital art” elabora una molteplicità di scene e cura una diversità di effetti e, oggi, il suo filtro inventivo raduna esperienze per una versata attualità. Lavora per pagine elettroniche e seleziona dal flusso di immagini riporti iconici e radici. Le sequenze elaborate indicano fremiti compositi, ordinano scene fondate, consistenze immaginative.
Maria Carmen Salis ripete la sua “cifra visiva” e i suoi “silenzi incantati” rispondono, virtualmente, ai “frammenti di sogno”, rintracciabili anche nelle rapite solarizzazioni che sostanziano le elaborazioni di Salvo, le composizioni dai contorni elettrici, agiti, acidi e timbrici di Tino Stefanoni, le edulcorate sagome di Giuliano Gentile e i segni sottili dell’universo policromatico di Luca Alinari.
Roberto Sanchez è, da tempo,entrato nell’arco delle esposizioni di prestigio di varie regioni e lavora, da sempre, su tagliprismatici e prosegue su questa acuta coniugazione operativa, sin dai tempi in cui frequentava la “Galleria d’Arte di San Carlo” di Napoli, guidata, magistralmente, da Raffaele Formisano. Riesce a inserire nel contesto del codice astratto-geometrico pungoli ottici, stimoli visivi alternativi, fratti squarci, spacchi, tagli.
POLITEAMA NAPOLI || QUESTO BIMBO A CHI LO DO? In scena Eduardo Tartaglia e Veronica Mazza
Al Politeama di Napoli, Via Monte di Dio 80, sabato 15 novembre ore 21 e domenica 16 ore 18, sarà in scena lo spettacolo “Questo bimbo a chi lo do?” con Eduardo Tartaglia e Veronica Mazza.
La commedia, scritta e diretta da Eduardo Tartaglia, con in scena, oltre i due protagonisti, Antonio D’Avino, Marco Mario De Notaris, Gianni Parisi e Claudia Mercurio, ha come argomento l’utero in affitto, una maternità surrogata acquistata a caro prezzo da una coppia di vip, al fine di salvare la carriera di lei all’interno dello show business, destando nuovi interessi e pettegolezzi: per non pagare i ‘prezzi’ estetici di una gravidanza, sarà Margherita, moglie di Tommaso, a portare in grembo un figlio che la commedia non svelerà mai di chi essere realmente. Tommaso e Margherita hanno bisogno di denaro per crescere un figlio tutto loro, e così accettano, ma questa scelta scatenerà imprevedibili reazioni emotive e tumulti psicologici e sentimentali in tutte le coppie coinvolte, scosse da paure e incertezze…
Settori e prezzi: Poltrona e Palco I Liv: Euro 20 // Palco II e III Liv: Euro 15.
Biglietti al botteghino del teatro Augusteo, presso le rivendite autorizzate e al Politeama da un’ora prima dell’inizio spettacolo, salvo disponibilità.
“LA VACCA” DELLA COMPAGNIA B.E.A.T. TEATRO ANDRÀ IN SCENA ALTHEATRON DI PORTICI
Sabato 11 alle 20.30 e domenica 12 ottobre alle 18.30 il Theatron di Portici (NA) ospita lo spettacolo “LA VACCA” della Compagnia B.E.A.T. Teatro, scritto da Elvira Buonocore con gli attori Vito Amato, Anna De Stefano e Gennaro Maresca, che ne cura anche la regia.
Estate torrida in un’imprecisata periferia napoletana. Una terra apatica, annientata da una volontà di potenza e sviluppo industriale che non conosce legami né bisogni. Qui due fratelli giovanissimi, Donata e Mimmo, vivono un’esistenza piccola e quasi incosciente, ignota agli adulti. Schiacciati dall’indifferenza su un eterno grigiore, i corpi sembrano spenti. Non arde una passione. Eppure qualcosa accade. Donata rompe il quadro grigio della propria adolescenza semplicemente guardandosi. L’inadeguatezza delle sue forme piccole, di quel seno mai sbocciato e tanto voluto, pongono al centro della scena qualcosa che prima era assente: il desiderio. Fonte inestimabile di eventi è il desiderio, che esplode con l’arrivo di Elia, un uomo misterioso, per il quale Donata cova una passione crescente. Luminosa. Così innescata, la meccanica del desiderio non si può più fermare. Le aspettative dei personaggi, adesso visibili, viaggeranno da sole, mescolandosi tra loro e intimandosi le une con le altre di fare ciò che vogliono. Con delicatezza, con prepotenza. Una favola neorealista. Una storia in cui, per eccesso di realtà, la fiaba esplode inevitabile. Costruita su una serie di tentativi, La vacca racconta il desiderio e la sua fragile, radicale esistenza fuori dalle logiche del benessere e del potere. Una storia d’amore e di animali i cui corpi, stando al mondo, sono pronti al saccheggio.
NOTE DI REGIA. La vacca in tutto. La vacca sacra e la vacca profana. La vacca come desiderio di un seno grosso, come desiderio di una rivalsa. La vacca come sesso, un segno di carne, lussuria, maternità, fibra animale. La vacca simbolica, dispensatrice di fertilità. La vacca elevata all’ennesima potenza, elevandola a simbolo, universalizzandola. Ecco che avanza, la vacca in posa, impacciata davanti ad una telecamera, si chiama Elia, fa il pastore ma l’uomo/ industria gli ha tolto la sua ragione di vita: le sue mucche. Ecco una vacca che dà cornate, dà di testa, si stanca e poi si abbandona, annichilita. È una vacca giovane e si chiama Mimmo. Il suo desiderio è dimostrare al mondo che lui ce la può fare. Poi si scoccia. Cade e si ferma, immobile arreso, disgustato dal grigiore che domina intorno. Mimmo ha una sorellina, un’altra vacca, si chiama Donata, il suo desiderio più forte è avere un seno grosso come le star della televisione, le serve per amare e servire. Donata è una adolescente intontita dai media che vuole disperatamente donare qualcosa di suo. Si incontreranno questi tre personaggi. Tre vacche perfettamente umane. Donata, Mimmo e Elia, legati e distanti chilometri, nella lingua, nell’età, nel desiderio nascosto, mantenuto rigorosamente segreto. Sono vacche sincere, coerenti fino alla fine, chiederanno amore, fino alla fine. Inconsapevoli spiegheranno le loro esistenze, all’ombra del fato o del caso e quindi all’ombra di una vacca più grossa, talmente grossa che non si riesce a vedere. Una macrovacca sicura di essere molto più che un ruminante e basta.
Riconoscimenti: Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti XIII Edizione, Premi Voci dell’Anima 2021 al Teatro della Centena dì Rimini (Premio della critica ex-aequo, Premio della stampa, Premio sezione teatro, Premio Confine-Corpo), Premio “Per fare il teatro che ho sognato” Per-formare il Sociale – Il Dipartimento SARAS, Sapienza Università di Roma per il bando Presente Futuro 2021.
La Vacca andrà in scena il prossimo 21 novembre presso il Mulino Pacifico di Benevento
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