“Sulla scelta del Comune di Napoli di dare seguito – dopo 18 anni – alla regola per cui fratelli e sorelle non possono essere inumati nella nicchia di famiglia, non possiamo che opporci fermamente. Credevamo, sinceramente, che con una revisione più profonda del regolamento di polizia mortuaria in vista, e confermata in queste ore dalle istituzioni, questa regola scellerata potesse restare in letargo ancora qualche mese quando si sarebbe poi ridiscusso il tutto. Queste tempistiche ci lasciano perplessi”. Lo afferma Assofuneral, associazione di categoria delle pompe funebri, in una nota stampa diffusa dopo la decisione da parte del Comune di Napoli di vietare l’inumazione di fratelli e sorelle nelle nicchie di famiglia, riservando tale possibilità solo ai discendenti diretti. “Ci sono delle evidenti falle – spiegano i vertici dell’associazione – in un diktat che tiene poco conto dei casi singoli. Cosa accade quando i fratelli o le sorelle lasciati fuori dalle cappelle nel loro riposo eterno erano a carico, o tutorate, da un proprio famigliare?“.
Per Assofuneral tale decisione presenta quindi delle evidenti criticità. “Non comprendiamo – continuano – perché il familiare non possa disporre di un bene per i suoi cari acquistato con lungimiranza quando tale legge non esisteva. Andrebbero fatti dei precisi distinguo, che non sono tenuti in conto nemmeno dall’Avvocatura comunale a cui è stato chiesto un parere che però è avulso dalla realtà sostanziale dei fatti”. “Quali sono i risultati che spera di ottenere l’amministrazione da questa scelta?”, conclude Assofuneral.

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