By Andrea Capri | Published | Nessun commento
Il governo italiano dà “la piena disponibilità a lavorare alla costruzione, anche a livello europeo, di un approccio integrato al tema che non si limiti alla sola verifica dell’età, oggetto comunque di attento esame e specifiche iniziative attualmente in discussione al Parlamento italiano”. Lo ha dichiarato la premier Giorgia Meloni, intervenendo con una videoconferenza, promossa dal presidente francese Emmanuel Macron, sulle possibili iniziative nazionali ed europee per rafforzare la sicurezza dello spazio digitale per i minori, a cui hanno preso parte la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, i leader di Germania, Grecia, Irlanda, Repubblica Ceca, Spagna, oltre ai rappresentanti dei governi di Austria, Danimarca, Cipro, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Slovenia.
Il comunicato a margine dell’evento ha poi sottolineato come stabilito anche dalle Conclusioni dello scorso Consiglio Europeo”, si legge in un comunicato sul sito del governo, la presidente del Consiglio ha “sottolineato che ogni intervento europeo dovrà essere allineato alle specificità normative nazionali e, allo stesso tempo, subordinato alla massima tutela della riservatezza dei cittadini”.
Meloni “ha poi sottolineato come il tema sia seguito con grande attenzione in Italia e ha valorizzato le iniziative sinora adottate dal Governo a livello nazionale per assicurare un ambiente digitale sicuro per i minori”. E ha ricordato alcune misure: il divieto dell’uso dei telefoni cellulari in classe; la verifica della maggiore età per l’accesso a materiale pornografico online; il diniego automatico di accesso ai domini relativi a pornografia, violenza, droghe, razzismo e scommesse per sim-card e contratti intestati a minori (cd. “parental control”); la possibilità di rimuovere contenuti on-line ritenuti nocivi per lo sviluppo psico-fisico dei minori o di incitazione all’odio o alla violenza; la progressiva diffusione dei percorsi di alfabetizzazione digitale e mediatica nelle scuole medie e superiori (cosiddetto “patentino digitale”).
La premier ha poi “richiamato le piattaforme a una più incisiva assunzione di responsabilità, per evitare che la loro attività possa compromettere il benessere psico-fisico dei più giovani e per prevenire e ridurre i fenomeni di dipendenza comportamentale connessi, in particolare, all’utilizzo dei social media”.
“Un altro punto centrale” del suo intervento “ha riguardato l’imprescindibile esigenza di non perdere di vista il tema della privacy, tanto a livello nazionale che a livello europeo.
Ulteriori elementi di tale approccio dovranno essere la promozione dell’educazione digitale e il sostegno alle famiglie”.
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