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OVAZIONE DA STADIO PER L’UNICA STELLA: PRESENTATO L’INNO PER LA U.S. SALERNITANA 1919


«Salernitana, compagna della vita, fedele amore di una storia infinita»
Cantano gli studenti del Liceo Alfano I sul Palco del Centro Pastorale di Pastena
e il parterre di alunni, docenti, parlamentari, consiglieri e autorità applaude l’iniziativa
«Questo inno è anche un simbolo identitario della nostra città», ha detto il Sindaco Napoli
«Avremo occasione di sentirlo live in un altro modo che ci inventeremo presto»
ha promesso l’Amministratore Delegato della Salernitana Maurizio Milan
«Realizzeremo anche un musical dedicato alla Salernitana», l’annuncio della dirigente Barone

Salerno, 14 aprile 2023 La musica è armonia e non divide: così accade anche con il calcio, quello sano, che rende uguali e consente a tutti condivisione e confronto. È il binomio perfetto, tra valori ed emozioni che arrivano e ritornano come la più bella cassa di risonanza quando, stamattina, il Coro Polifonico e l’Orchestra Ritmo-Sinfonica del Liceo Alfano I (alunni della scuola dai 13 ai 18 anni) ha intonato, dal palco del Centro Pastorale di Pastena, la prima esecuzione de “L’unica Stella”, l’inno composto dal Maestro Romeo Mario Pepe su testo di Alfonso Malangone e dedicato alla squadra della Salernitana.
Platea gremita di alunni, tifosi, docenti, una fitta delegazione parlamentare, tra cui i deputati Antonio D’Alessio, Franco Mari e Andrea De Simone, consiglieri comunali e autorità hanno applaudito più volte l’esibizione: «Salernitana, compagna della vita, fedele amore di una storia infinita…Grazie…Vinci» recita una parte del brano eseguito per ben tre volte, lasciando a ogni replica, un brivido di emozione, sintomo di appartenenza alla squadra granata ma anche alla città.
Dopo i saluti del padrone di casa, Don Sabatino Naddeo, Parroco della Parrocchia S. Margherita e S. Nicola del Pumpulo, che ha sorriso compiaciuto di fronte alla partecipazione di così tante persone, ribadendo l’importanza di un luogo aggregativo come il Centro Pastorale – «fucina di idee e laboratorio di relazioni, presto anche a servizio degli universitari che hanno bisogno di un luogo silenzioso e sicuro dove affinare le materie scolastiche» ha detto – la parola è andata alla Dirigente dell’Alfano I Elisabetta Barone, già pronta a mettere in campo una nuova iniziativa: «Ci lega un amore viscerale alla città. Siamo felicissimi del successo di questa iniziativa che ha colpito al cuore di tutti in modo trasversale. Ma noi guardiamo già avanti e mentre sogniamo di intonare questo brano in curva, stiamo pensando di realizzare per l’anno prossimo un musical dedicato alla Salernitana», ha detto la Barone.
Successivamente è toccato affondare nelle radici dell’appuntamento: testimoniare l’importanza di avvicinare le nuove generazioni al mondo sportivo e culturale che da più di un secolo lega i sentimenti del popolo salernitano. E quindi, post intonazione esemplare del brano, l’Amministratore Delegato della Salernitana Maurizio Milan si è collegato con i ragazzi via schermo.
«Scusate il collegamento, ma ci tenevo tantissimo ad essere lì con voi seppur virtualmente. Questo brano è meraviglioso. Penso che in questo progetto educativo messo in campo si raccolgano due cose: che l’Alfano I accoglie le arti umanistiche in maniera piena, testimoniando l’eccellenza della scuola italiana da questo punto di vista. E poi mi colpisce molto che la città, quando parla di Salernitana, ha un claim, “di padre in figlio”, che si traduce anche nell’appuntamento di questa mattina. La passione che i ragazzi hanno messo non è solo sportiva ma di Salerno, una comunità che sono sempre orgoglioso di rappresentare. Questo è il nostro vanto: la squadra è importante, la salvezza che otterremo scaramanticamente nelle prossime settimane anche, ma è fondamentale portare avanti valori sani e senso di appartenenza», ha detto Milan, sottolineando anche di aver fatto sentire il brano al Presidente Iervolino che a sua volta ha apprezzato tantissimo. «Avremo sicuramente occasione di sentirlo tutti live in un altro modo che ci inventeremo nelle prossime settimane», ha concluso l’AD della Salernitana.
In corsa arriva anche il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli: «Salernitana, Salerno, scuola: che bella iniziativa. Abbiamo avuto la possibilità di apprezzare in più occasioni la capacità di queste orchestre. Sono bravissimi. Avanti a loro un futuro straordinario. Quanto all’inno, credo sia un omaggio anche alla nostra città, offrendosi come simbolo identitario», ha detto il primo cittadino.
E dal palco del Centro Pastorale parte già l’appuntamento per una seconda esibizione de “L’unica Stella”: «Il 25 maggio al Teatro Augusteo verrà proiettato un cortometraggio del regista Fernando Inglese che racconta cosa accadde il 23 maggio del 99. In quell’occasione ci auguriamo che Orchestra e Coro vogliano esibirsi nuovamente», ha annunciato il Vice Sindaco Paki Memoli.
La mattina si è conclusa con la consegna della pergamena ufficiale, raffigurante la partitura dell’inno, al Team Manager Sasà Avallone e lo SLO Domenico Napoli della U.S Salernitana 2019. «Papà mi ha tramandato la fede granata e qualsiasi cosa riguardi la squadra mi emoziona fin da bambino. Grazie per questo dono. Chi custodisce nel cuore l’amore per la Salernitana è pronto a superare ogni difficoltà», ha detto Avallone, emozionato tanto quanto Napoli, che ha aggiunto: «Ascoltando questi ragazzi mi sono venuti i brividi. La forza di un’orchestra è come quella degli 11 granata. Le parole del brano trasmettono tutto il rapporto viscerale tra squadra è città», ha concluso.
Infine l’incontro con il giornalista Umberto Adinolfi, presidente dell’Associazione Macte Animo 1919, che, con il collega Dario Cioffi, ha raccontato alla platea come è nato “Ultras Salerno, Un’altra Storia”, il libro edito dalla Saggese Editori, che ricorda e rafforza il legame tra città, tifoseria e squadra. «La squadra è la medicina di tutte le malattie: se la Salernitana vince si è più felici il giorno dopo, è un dato di fatto. Perché la verità è che i calciatori trasferiscono sul campo la forza identitaria di una comunità. Da qui anche Macte Animo, ovvero coraggio», ha detto Adinolfi. «Il libro è un excursus di eventi, testimonianze, storie di tifosi, che mancavano nella raccolta editoriale granata. Mancava la gente, la componente fondamentale», ha aggiunto Cioffi.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’organizzazione impeccabile dei Professori Ugo Concilio, Gilda Ricci e Genovese, Rufo, Ausiello, Reda, Barbarulo, Grimaldi, Barbarulo, Spinelli, Arcuri, Esposito, Dorti, Vetere, Spinelli, Cuciniello, Valitutti, Di Domenico, Pisano, Scandone, Gigantino, Collura.

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