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SCIMMIE AL NUOVO TEATRO SANITÁ: TRA BENE E MALE LA SCALATA AL SISTEMA

Un interessante e suggestivo spettacolo ispirato alla cronaca di Napoli: Scimmie di Alessandro Gallo torna a solcare il palco del Nuovo Teatro Sanità il prossimo week end. In scena Il 6 e 7 novembre: Gennaro Maresca, Riccardo Ciccarelli , Veronica D’Elia e gli attori della compagnia giovane ntS’ (Mariano Coletti, Anna De Stefano, Carlo Geltrude) diretti da Carlo Caracciolo.

L’opera tratta dal romanzo dello stesso Gallo edito da Navarra editore è una produzione Nuovo Teatro Sanità, e racconta la scalata di tre adolescenti al cosiddetto”sistema”. Scalata che desiderano intraprendere, a tutti i costi e con tutti i mezzi.

La periferia dove si svolge l’azione è quella partenopea, ma potrebbe essere rappresentata una qualsiasi del mondo. Rione Traiano, la mente corre ai fatti di cronaca di qualche anno fa. Su quelle storie vere, l’autore Alessandro Gallo, che in quel rione è nato e cresciuto, è chiamato a parlare all’indomani dell’uccisione del diciasettenne Davide Bifolco, avvenuta il 5 settembre 2014. L’opinione pubblica è divisa in cerca di buoni e cattivi: forze dell’ordine e criminal. Verità e bugie. Stato e gente comune. Gallo ricorda, in un’ intervista su Il Mattino, che nessun destino è scritto definitivamente, il suo, per esempio, l’ha riscritto da solo

Scimmie è il suo romanzo d’esordio (vincitore anche del Premio Siani), un lavoro autobiografico, che mette a nudo, dietro i meccanismi malavitosi, tutta l’umanità di chi li vive dall’interno, di chi li subisce, li accetta, si adegua, ma anhce di chi  decide di non starci, di dire “no” e di cambiare strada. 

È questo il contesto in cui nasce la storia di Gennaro (interpretato da Carlo Geltrude), Franco (Riccardo Ciccarelli) e Tore (Mariano Coletti), ed è lo stesso luogo in cui sono nate quelle di Alessandro Gallo e di Davide Bifolco: uno vive, l’altro muore.

Intorno ai tre giovani, altri volti, altre storie, altre vite, dietro le quali spunta lo sguardo lungo di un giornalista dalla penna affilata. La parola di quel giornalista correrà nell’animo di chi lo ha ascoltato. Non di tutti, però. E a qualcuno, quella parola darà la possibilità di scrivere un epilogo diverso.

Il Nuovo Teatro Sanità continua il suo percorso formativo e artistico con gli attori della compagnia giovane, protagonisti di Scimmie, realizzato con il contributo di Optima Italia. 
Scimmie torna a Napoli dopo il successo riscosso al Teatro Argot Studio di Roma nell’ambito di All in Festival, progetto teatrale dedicato alle compagnie under 25.

NOTE ALLO SPETTACOLO

Gennaro, Franco e Tore, tre adolescenti che desiderano, a tutti i costi e con tutti i mezzi, entrare a far parte del SISTEMA.

Non è facile educarsi al crimine per tre come loro, le cui famiglie non sono inserite nella malavita da generazioni. Ma i tre giovani sono scaltri, svegli, ambiziosi. E in poco tempo riescono ad acquistare la fiducia del clan. Droga, sesso, rapine, violenza che produce altra violenza: la loro adolescenza si trasforma in una lotta per la conquista di un marciapiede, una panchina, di un posto nel sistema. Un viaggio dal sapore di sangue, cenere e piombo. Il quartiere osserva le loro imprese: c’è chi ha paura e chi vuole invece difendersi da queste “scimmie”, giovani carichi di una bestialità d’istinti e d’intenti. Ma c’è anche chi vuole cambiarli, avvicinandosi a loro con la speranza di portarli su un’altra strada, convincendoli a guardare il mondo attraverso occhi più profondi, a ritornare indietro finché si è in tempo. L’idea che i tre ragazzi hanno del crimine, quella fatta di potere e bella vita, non è la stessa con cui si incontrano e si scontrano ogni giorno. La realtà piomba addosso alle loro giovani vite inesorabilmente. E lo fa con spietatezza, costringendoli a cambiare l’evoluzione delle loro vite, e a progredire da “scimmie” verso uno stadio più umano dell’esistenza. Una storia di coraggio e di fiducia verso le nuove generazioni.

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