By Andrea Capri | Published | Nessun commento
Attraverso la vita di Gennaro Arcucci (Capri, 1738 – Napoli, 1800), discendente di un’aristocratica famiglia caprese d’età angioina, medico dell’Ospedale degl’Incurabili e Commissario repubblicano sull’isola, il romanzo ripercorre le tappe del progresso della scienza medica e dei principi di uguaglianza e libertà nella Napoli del Settecento.
La vita di Arcucci è intrecciata con l’immaginaria vicenda di Graziella e Sébastien, un marinaio della flotta francese naufragato a Capri, che s’invaghisce di una giovane donna sensuale e selvaggia come l’isola in cui abita. Sullo sfondo Napoli, tra sviluppi della medicina, slanci illuministici e rigurgiti di legittimismo borbonico. Quando il 13 giugno cade la Repubblica, Arcucci è arrestato e tradotto prima nelle segrete del Maschio Angioino e poi in una cella della Vicaria. Qui, tra lo squittio dei topi, ha modo di ripensare alla propria vita: la Farmacia degl’Incurabili, le lezioni di anatomia, gli ammalati ammassati nei cameroni dell’ospedale, le nuove cure contro la sifilide praticate da Cirillo. Mentre la moglie opera nella speranza di ottenere la grazia del re, Arcucci in cella vagola tra il ricordo di qualche piacevole serata alla Fiera delle Baracche e le notizie delle esecuzioni di Eleonora Pimentel Fonseca, Domenico Cirillo, Mario Pagano. Poche settimane dopo toccherà a lui.
Da Raffaele Messina ancora un romanzo storico. Dopo Artemisia, ambientato nel Seicento, e L’azzurro dentro, negli anni della Seconda guerra mondiale, Vento giacobino ci fa immergere nel Settecento napoletano. Quali le ragioni della scelta di questo secolo?
Non è stata casuale la scelta di un personaggio del Settecento, il “secolo dei lumi”. Oggi la cronaca ci pone di fronte all’irrazionalità della guerra; al persistere del fanatismo religioso, fino all’estrema manifestazione del terrorismo; all’analfabetismo di ritorno e ai rigurgiti antiscientifici. Di fronte a tutto questo, mi è sembrato necessario tornare a un personaggio, a un contesto storico in cui la razionalità e la scienza sono stati gli evidenti motori del progresso della nostra società. Un clima culturale che andrebbe recuperato.
Il progresso della scienza medica e l’affermazione dei principi di uguaglianza e libertà, tuttavia, non sono gli unici motivi d’interesse del romanzo e non esauriscono i suoi contenuti.
Infatti, c’è molto di più. Il romanzo si apre con alcuni capitoli che restituiscono il fascino della navigazione a vela e l’insidia della pirateria nelle acque del golfo di Napoli. In altre pagine, invece, trova spazio l’amore, colto anche nella sua dimensione più carnale.
Il personaggio di Graziella rappresenta una giovane donna spregiudicata e opportunista: una lettura dell’universo femminile poco convenzionale nei nostri giorni.
È vero. Il mio intento non è stato quello di realizzare un romanzo politicamente corretto, ma “narrativamente” corretto. E questo si ottiene con la creazione di personaggi credibili, in cui trovi spazio anche la dimensione meno nobile e più oscura dell’animo umano. Poi, comunque, Graziella è uno dei personaggi e non rappresenta l’intero universo femminile. C’è, ad esempio, la moglie di Gennaro Arcucci che ha caratteristiche opposte.
Capri non è un luogo qualsiasi, non è un semplice sfondo della vicenda.
È vero anche questo. Cala di Limbo, la chiesetta di Anacapri, la Scala fenicia. Ho cercato di restituire una visione più ampia del paesaggio dell’Isola, non limitato ai soli Faraglioni; di restituire l’atmosfera antica della Piazzetta, ben lontana dalla mondanità odierna. In questo mi ha aiutato molto il fatto di non avere conosciuto Capri da turista, ma di avervi abitato. L’ho vissuta da caprese negli anni fondamentali dell’adolescenza.
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