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“Io Dico No” la nuova campagna di prevenzione contro lo sparo di fuochi d’artificio illegali

NAPOLI – E’ ormai consuetudine secondo una vecchia tradizione festeggiare l’arrivo del nuovo anno utilizzando fuochi pirotecnici e scintillosi. Negli ultimi anni una piaga sta dilagando piano piano. Petardi, bombe carta e sistemi di esplosione costruiti in maniera artigianale.

Mario Pelliccia, speaker radiofonico e regista, in collaborazione con alcuni alunni e docenti dell’Istituto Comprensivo “Aldo Moro” di Casalnuovo di Napoli, ha realizzato uno spot con un messaggio breve e sintetico contro lo sparo dei fuochi d’artificio illegali: “IO DICO NO”.

“Molti considerano un gioco lo sparo dei fuochi d’artificio – le parole di Mario Pelliccia – lesioni, traumi, ustioni, danni agli occhi e allora IO DICO NO è un messaggio chiaro e diretto per tutti ma in particolar modo per gli adolescenti che nella loro ingenuità presi dalla voglia di divertirsi, spesso riportano danni che durano tutta la vita. In ognuno di noi deve nascere quella voce IO DICO NO”.

Il bilancio che anno per anno si presenta è disastroso e spesso sono i più giovani quelli che riportano danni irreversibili. Secondo le statistiche un ferito su tre si tratta di ragazzi dai 10 ai 16 anni.

 

 

Aversa, al via la mostra “Iluminaciones”

La rassegna fotografica di vita campesinos del Nicaragua promossa dal Consolato onorario della Campania

 

AVERSA – Presentata ufficialmente al Comune di Aversa la mostra “Iluminaciones” rassegna fotografica di vita campesinos del Nicaragua, interamente realizzata da bambini del paese latinoamericano di età compresa tra 9 e 15 anni.

La rassegna fortemente voluta dal Consolato Onorario del Nicaragua in Campania, che proprio ad Aversa ha realizzato il suo Centro Studi lo scorso luglio, ha trovato una calorosa accoglienza da parte delle istituzioni della città Normanna, che hanno sottolineato la comune volontà di incrementare interscambi culturali, commerciali e umanitari con il Nicaragua, ricordiamolo, il più grande paese del centro-america, a cavallo tra due oceani e che vanta uno tra i più ricchi patrimoni in termini di biodiversità e bellezze naturalistiche dell’intero continente.

La mostra già esposta presso lstituto Cervantes di Roma ed in altre prestigiose location italiane, trova così definitiva ospitalità nelle sale del Comune Aversano e sarà visitabile dal pubblico durante gli orari di apertura del Comune.

Il sindaco della città Enrico De Cristofaro, ha voluto sottolineare la grande occasione di stabilire e rafforzare rapporti di particolare vicinanza ed amicizia con il Nicaragua e con il suo governo aggiungendo che “…adesso sarà opportuno collaborare in maniera più sinergica e fattiva perché queste iniziative non restino isolate e che il Nicaragua possa essere sempre più vicino alla nostra città”.

Il sindaco ha infine concluso al termine della cerimonia: “Auspico che l’Ambasciatore del Nicaragua possa tornare quanto prima in visita nella nostra città per dare concreto inizio – con un gemellaggio tra le nostre città – ai comuni programmi di collaborazione, pace e sviluppo”.

L’assessore alla Cultura della città, Alfonso Oliva, ha fatto poi eco alle parole del sindaco, rappresentando tutta la sensibilità del suo assessorato ad iniziative culturali sempre più coinvolgenti che vedano la città di Aversa con il suo patrimonio culturale, sempre più proiettata oltre i confini regionali.

Il Console del Nicaragua, Gennaro Danesi, ringraziando le istituzioni locali per la disponibilità e per la calorosa accoglienza dimostrata anche in questa occasione per il suo paese, ha voluto poi salutare insieme al coordinatore del Centro Studi Consolare, Vincenzo Natale, il vicesindaco Michele Ronza, e i tanti amici del Nicaragua presenti, tra i quali Francesco Matacena, Luigi Arena, Francesco Corbello (segretario dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord), soffermandosi sull’importanza che sta assumendo effettivamente il Nicaragua come “Porta dell’America Latina” e soprattutto, sulla necessità che simili iniziative vadano rafforzate nella direzione dei valori fondamentali del governo sandinista, gli stessi propri dell’amministrazione locale, vale a dire, integrazione sociale, solidarietà cristiana e sviluppo economico e culturale.

“Per una Befana a Colori” dedicata ai bambini meno fortunati

 

“Per una Befana a Colori”, questo è il titolo del nuovo progetto di Cultura A Colori per donare un sorriso ai bambini meno fortunati. La testata giornalistica nazionale, infatti, chiede ai propri lettori e colleghi di adoperarsi per la raccolta di abiti, giocattoli e prodotti per la scuola da donare ai bambini di un istituto di Pompei.

La consegna sarà effettuata da parte di alcuni volontari proprio nel giorno della Befana, il 6 gennaio 2018. Nel corso dell’evento sarà proiettato un video di auguri realizzato da alcuni personaggi famosi ed ex calciatori.

Chi vuole partecipare all’iniziativa, ma non ha oggetti ‘materiali’, può versare una somma in denaro con cifra a piacere. Il totale sarà reso pubblico con un articolo pubblicato sul sito www.culturaacolori.it e sulla pagina Facebook del quotidiano d’informazione culturale. La somma verrà utilizzata per acquistare materiale scolastico da donare ai bambini dell’istituto.

 

È un gesto semplice, ma che riempie il cuore – ha commentato il direttore di Cultura A Colori, la giornalista Sonia Sodano – Tutti noi abbiamo sparsi per casa oggetti di quando eravamo piccoli che non usiamo più. Per esempio, un peluche lasciato su un divano a prender polvere. Pensate quanto sarebbe bello vedere quell’oggetto, che per noi un tempo era tanto speciale, riutilizzato da un bambino”.

 

Sì, perché lo scopo è proprio questo: regalare qualcosa che non si usa più, ma che può ancora donare un sorriso a chi ne ha veramente bisogno. Che sia un giocattolo o un abito, gli oggetti torneranno a vivere grazie alla generosità di quanti parteciperanno a “Per una Befana a Colori”.

 

Per contribuire alla raccolta basta inviare una mail a info@culturaacolori.it o visitare la pagina Facebook di “Cultura A Colori” e aderire all’evento.

 

Angelucci (PD): caos rifiuti a Roma frutto di due anni di gestione scellerata del M5S

Un natale così i cittadini Romani non l’hanno mai passato – dichiara Mariano Angelucci vice segretario PD Roma – con una Città invasa dai rifiuti in strada in tutte le zone, in particolare Ostia, Acilia e le zone più periferiche.

Tutto questo nel totale immobilismo della giunta Raggi e nel silenzio dei vertici nazionali. Da Grillo a Di Maio, da Lombardi a Taverna a Di Battista nessuno parla più di Roma e del disastro che stanno perpetrando. Forse sono tutti in vacanza mentre i Romani passano le feste nel sudiciume più totale, con cassonetti e spazzatura date alle fiamme. L’amministrazione pentastellata sta togliendo la dignità a questa città.

In due anni sono riuscite a produrre solo cambi di poltrona, senza uno straccio di piano industriale e di idea o progetto su come risolvere il problema rifiuti. Per questo motivo, per manifesta incapacità di governare dovrebbero fare un regalo ai cittadini di Roma per il nuovo anno: dimettersi e permettere di tornare a votare e la Lombardi in un sussulto di amore per la città e la regione Lazio dovrebbe ritirare la candidatura e saltare un giro per tornare a studiare insieme a tutti i candidati del M5S su come fare gli amministratori.

La “mediaticità” lo Ius soli e il caso Ilva

A cura di Elia Fiorillo

“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, così andava ripetendo col suo fare sornione e navigato il “divo” Giulio, Andreotti. In politica ultimamente abbiamo dovuto registrare alcuni casi che ci hanno fatto “pensar male”. Non vorremmo però averci “azzeccato”. Anzi, speriamo proprio di aver fatto solo peccato.

Una premessa è d’obbligo. La “mediaticità” sembra essere diventata per i politici – e non solo – una malattia incurabile. Tutto si fa in funzione di essa. Nel senso che ogni provvedimento, azione, proposizione, iniziativa, è condizionata dall’effetto che l’elettorato ne riceverà. Le questioni spinose vengono addolcite con una serie di sotterfugi verbali che puntano a lisciare i punti critici. In alcuni casi si ricorre al “salto della quaglia”, tacendo le penitenze – vedi tasse, ecc. – che le leggi impongono. E’ superfluo precisare che la politica del “tutto bello ciò che appare” non paga complessivamente, tanto è vero che la credibilità dei politici e dei loro raggruppamenti ha superato il livello di guardia.

Non è passata in Senato la tanto attesa riforma della legge di cittadinanza, il cosiddetto Ius soli. L’ultimo giorno utile per la sua approvazione, il 23 dicembre, il numero legale è venuto meno per l’assenza di 33 senatori. Se ne dovrebbe riparlare il 9 gennaio, ma le Camere nel frattempo saranno sciolte dal presidente Mattarella per andare alle elezioni il prossimo marzo. Insomma, tutto rimandato alla prossima legislatura.

Che mancassero a palazzo Madama i rappresentanti dell’opposizione per il varo della legge era cosa scontata. Ma che in un momento così delicato non ci fossero diversi esponenti della maggioranza fa “pensar male”. Erano “in altre faccende affaccendati” 29 senatori del PD (su 89) e 3 (su 16) del Movimento democratico e progressista. Anche la collocazione nell’ordine del giorno del Senato, dopo la legge di Bilancio, era il segno che il Governo rinunciava a far approvare la normativa. Manco poi a parlare di “fiducia”.

Per don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ci troviamo difronte ad “un’inqualificabile diserzione dalla responsabilità”. “La politica – continua il sacerdote – non può essere un gioco di potere sulle speranze delle persone, un’umiliazione dei loro diritti e delle loro aspirazioni”.

I Radicali, che avevano fatto uno sciopero della fame per l’approvazione della legge, hanno chiesto a Sergio Mattarella di non sciogliere le Camere entro la fine dell’anno ma di far tenere la seduta del Senato il prossimo 9 gennaio, proprio per far discutere il provvedimento. Analoga richiesta è stata fatta dai ragazzi del Movimento “italiani senza cittadinanza”. Se il Capo dello Stato rimandasse lo scioglimento del Parlamento sarebbe proprio un brutto scherzo per il Governo. Il “Colle” però ha già fatto sapere che aspetta le determinazioni di Grasso e Boldrini per decretare la fine della legislatura. Questione di competenze.

La domanda che ci poniamo è perché una legge simbolo per l’attuale maggioranza non è passata? Eppure poteva essere un suo fiore all’occhiello, proprio perché era un provvedimento atteso dal mondo cattolico e da quello di sinistra.

“A pensar male….”. Il fatto è che, forse, certi assunti che si danno per scontati non sono proprio veritieri. C’è chi tra i partiti di maggioranza ha pensato che una legge sullo Ius soli in piena campagna elettorale avrebbe fatto perdere consensi. Meglio rimandare ai nuovi inquilini di Camera e Senato, poi si vedrà.

La questione Ilva sta facendo discutere non solo sulla problematica in sé del ricorso al Tar da parte del presidente della Regione Puglia Emiliano, ma anche sul rapporto politica e magistratura. Troppo spesso la politica, quando gli conviene per svariati motivi, delega alla magistratura scelte che sono solo le sue. Nella fattispecie la prudenza avrebbe voluto il confronto politico tra le parti: Governo, Comune e Regione. Un tavolo per migliorare il decreto sotto il punto di vista ambientale, se del caso, ma senza giocare d’azzardo con quasi ventimila posti di lavoro in ballo. E’ una questione di solo buon senso.

Certo, la salute dei cittadini prima di tutto. Secondo il ministro Calenda c’è il rischio che l’investitore, constatata l’ostilità delle istituzioni locali, “scappi, a prescindere dall’esito del ricorso lasciando sulle spalle del Governo, e non certo di Emiliano, che fino a ora nulla di concreto ha fatto a questo proposito, il destino di 20mila persone e i costi delle bonifiche”.

A ”pensar male…”. Stavolta lo fa Teresa Bellanova, viceministro dello Sviluppo Economico, ipotizzando che il polo siderurgico “possa essere utilizzato come argomento da campagna elettorale, non importa massacrando chi”.

Maledetta “mediaticità”, in questi casi s’intende!

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