19 Maggio 2024

Con enorme e colpevole ritardo da parte di chi in precedenza aveva la responsabilità della predisposizione ed approvazione dei documenti di bilancio, ieri sono stati approvati dall’Assemblea dei soci i bilanci relativi agli esercizi 2011, 2012 e la situazione patrimoniale al 30/09/2013 della società Terme di
Stabia s.p.a.
Da tali documenti sono emerse perdite per oltre 11 milioni di euro, che hanno completamento eroso il capitale sociale determinando l’obbligo in capo ai soci di coprire la perdita e ricostituire il capitale almeno ai minimi di legge, o di porre in liquidazione la società. La società è stata posta in liquidazione, nominando liquidatore il dott. Fulvio Sammaria, già amministratore unico della stessa dal giorno 9 agosto 2013.
Bisogna chiarire che la ricapitalizzazione della società a cura dei soci SINT e Comune di Castellammare di Stabia è vietata dall’art. 6, comma 19, del D.L. n. 78/2010, convertito nella legge n. 122/2010, in base al quale gli Enti i cui risultati concorrono alla formazione del bilancio dello Stato, non possono, salvo quanto previsto dall’art. 2447 c.c, effettuare aumenti di capitale.
In ogni caso, sempre in tema di ricapitalizzazione ai sensi dell’art.2447
codice civile la Corte dei Conti ha ritenuto che la stessa è ammessa solo
se si inserisce nell’ambito di una più ampia disponibilità finanziaria
necessaria a sostenere un serio piano di rilancio a medio e lungo termine,
evitando che la stessa ricapitalizzazione si risolva in un mero dispendio di risorse pubbliche, cosa avvenuta negli anni precedenti, con ripiani di perdite effettuati senza una seria prospettiva di rilancio per l’azienda.
Il tutto va inserito nella più ampia ottica del Bilancio Comunale che, come da  relazione istruttoria della dirigente del settore economico finanziario, non presenta le necessarie risorse finanziarie, ed anzi evidenzia i presupposti, ai sensi dell’art. 244 del T.U.E.L., di fatto e di diritto, per la dichiarazione di dissesto di cui all’art. 246 del citato testo unico sul’ordinamento degli enti locali.
L’Assemblea ha comunque prevista la possibilità della revoca della liquidazione qualora dovessero modificarsi gli attuali scenari finanziari
e legislativi, ed ha conferito al liquidatore i più ampi poteri, compreso
quello dell’esercizio provvisorio dell’impresa o anche di singoli rami,
ben consapevole che mantenere lo stabilimento termale aperto significa
preservare il valore dell’azienda nell’ottica dell’inevitabile procedura
di privatizzazione.
“Penso che sia sotto gli occhi della cittadinanza che le precedenti
amministrazioni, compresa quella commissariale, non si sono mai assunte la responsabilità di fare chiarezza sui conti aziendali, nella consapevolezza che tale attività avrebbe portato inevitabilmente alla liquidazione della società. Tale comportamento lassista ha ovviamente aggravato ulteriormente la situazione” dice il sindaco Nicola Cuomo.
“Nonostante tutte le difficoltà – prosegue il primo cittadino – la
presente amministrazione ha riaperto, seppur parzialmente, le Terme di
Stabia che erano chiuse da quasi un anno salvando la convenzione nel
settore di fisiokinesiterapia ed attende con ansia l’annunciato (oramai da
oltre due mesi) finanziamento regionale di € 669.000,00 per riaprire anche
il reparto delle cure termali”.
“Lavoreremo con sollecitudine – conclude il sindaco – insieme alle forze
politiche e a quelle sindacali, per predisporre gli atti necessari alla
procedura di privatizzazione e di rilancio delle Terme di Stabia al fine
scongiurare il fallimento dell’azienda. Il percorso è difficilissimo ma lo
affronteremo con coraggio e determinazione”.

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