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“Premio Pensiola Sorrentina”, Lino Banfi si racconta a Piano

Dopo il grande successo del gala di premiazione, il “Premio Penisola Sorrentina – Arturo Esposito” regala ancora un momento emozionante. Sabato 29 novembre alle ore 19 a Piano di Sorrento avrà luogo uno special event in omaggio a Dino Verde, a 10 anni dalla morte del papà del varietà televisivo e dell’umorismo. Tale evento segnerà la chiusura delle manifestazioni 2014 della rassegna culturale organizzata e diretta da Mario Esposito (inserita nel cartello dei Grandi Eventi della Regione Campania), e farà da ponte con la prossima edizione: il ventennale.

La serata si svolgerà nella sala di rappresentanza del Palazzo di Città dove Pasquale Sommese, Assessore al Turismo e Beni culturali della Regione Campania, consegnerà a Lino Banfi il premio speciale Dino Verde 2014, insieme con il figlio Gustavo.

“Dino Verde era per me un fratellone grande. Gustavo è il fratellino.  La famiglia Banfi è mezza Verde e mezza Banfi”. Così l’attore pugliese che era legato da una profondissima amicizia non solo lavorativa con Verde.  Ad accompagnare Banfi ci saranno, infatti, anche i  figli Walter e Rosanna (che pure ha  collaborato e lavorato con Verde). Tra gli ospiti Paola Comin e il produttore cinematografico Bruno Altissimi.

L’attore incontrerà il pubblico parlando del suo passato, del varietà, della carriera, delle amicizie comuni, con incursioni nei grandi successi di Dino Verde: da “Scanzonatissimo” a “I tre moschettieri”. La  serata sarà arricchita  da alcuni brani  delle pellicole più celebri di Banfi diventate degli autentici cult come “Vieni avanti cretino”, “Il commissario Lo Gatto” e “L’allenatore nel pallone”.

Lino vince questa sezione  dedicata a papà per la sua capacità di farci ridere e sorridere senza dimenticare i sentimenti – commenta Gustavo Verde. I due erano legati da una profonda stima avendo lavorato insieme in televisione nella commedia musicale Arcobaleno, per la regia di Gino Landi, ed in radio in “Che domenica ragazzi”.

Gli Echi di Napoli della Nuova Orchestra Scarlatti

Domani, Sabato 29 novembre, ore 19.30, a San Lorenzo Maggiore: Sala Sisto V, per l’Autunno Autunno musicale 2014 della Nuova Orchestra Scarlatti primo appuntamento con Echi di Napoli (il secondo è previsto sempre a San Lorenzo, sempre alle 19.30, per sabato 6 dicembre).

Un suggestivo canto risalente alla Napoli di Federico II, prima a nuda voce, poi con l’accompagnamento della tammorra e infine in forma di raffinata romanza da salotto, sarà il filo rosso di una movimentata e avvincente immersione nelle mille emozioni musicali di Napoli, tra passato e presente, colto e popolare. Nel ricco programma troveremo l’irresistibile Vannella della pergolesiana Chi disse ca la femmena, alcune tra le più felici invenzioni di Cimarosa: un’aria buffa di forza rossiniana (che cela in realtà un inno alla libertà a pochi anni dalla Repubblica Partenopea) e un’ipnotica, toccante versione della Serenata di Pulcinella, le raffinate e briose Danze di Leonardo Vinci e un’inedita, gustosissimaFantasia per clarinetto e archi dell’operista reggino di metà ‘800 Giorgio Miceli, in bilico tra Rossini e melos napoletano, la luminosa fiaba mediterranea della donizettiana Me voglio fa’ ‘na casa, poi Te voglio bene assaje, primo successo popolare della storia della canzone, e altro ancora. Chiuderà il cerchio una moderna, elettrizzante versione di Cicerenella, con i vari strumenti che si uniranno progressivamente alla voce in un serratissimo crescendo finale.

Accanto ai Solisti della Nuova Orchestra Scarlatti, partecipano al concerto Romeo Barbaro, voce popolare e tammorra, Gaetano Russo al clarinetto e il giovane soprano di origini casertane Minni Diodati (nella foto), già apprezzata interprete del repertorio del ‘700 napoletano e non solo.

Comunicato stampa

Domenica porte aperte al Museo Madre di Napoli

Triplo appuntamento al museo d’arte contemporanea MADRE di Napoli: domenica 30 novembre. La mattina (dalle 10:30 alle 13:30) spazio alle famiglie con Famiglia MADRE#2 e alla musica elettronica realizzati dagli studenti dei conservatori campani nelle sale espositive con le performance di ElectroMADRE e nel pomeriggio (ore 17:00) sarà possibile visitare la mostra Lucio Amelio. Dalla Modern Art Agency alla genesi di Terrae Motus (1965-1982). Documenti, opere, una storia…. con la guida del direttore del museo MADRE, e curatore della mostra, Andrea Viliani.

 

Famiglia MADRE#2 (dalle ore 10:30 alle ore 13:30), il ciclo di incontri domenicali dedicato ai bambini e ai loro genitori per scoprire, insieme agli operatori didattici, la collezione permanente del museo, per l’occasione, si trasforma inGiallo_ElectroMADRE, laboratorio didattico concepito  per sperimentare insieme il colore come pratica attiva e partecipata. Adulti e bambini saranno accompagnati alla scoperta del progetto ElectroMADRE teso a “sonorizzare” le opere d’arte a cura del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento. Dopo, genitori e figli, con l’aiuto degli operatori didattici, realizzeranno una performance a colori ispirandosi alla varietà dei saperi appresi e alla pluralità delle pratiche artistiche contemporanee.

Attività gratuita – Ingresso al museo gratuito

Prenotazione obbligatoria, max 50 posti

Per informazioni (lunedì-venerdì, 09:00-18:00; sabato, 09:00-14:00):

Tel. + 39 081 19313016

Email info@madrenapoli.it.

Comunicato stampa

La compagnia teatrale Experimenta cerca attori per un grande stage sul Peer Gynt di Ibsen

Parte a gennaio lo stage per la messa in scena dello spettacolo Peer Gynt di Henrik Ibsen. Il regista Riccardo De Luca seleziona attori e allievi attori per 50 ore di stage a Napoli al Teatro dell’Arci e al Nuovo Teatro Sanità.

La storia di un uomo e di un enigma: un uomo scisso, moltiplicato, a metà. Che fortemente vuole vivere come nelle favole e che, come nelle favole, ricompone le sue lacerazioni nel lieto fine, in questo caso il suo se stesso, che però non era in lui. Tra pericoli, imbrogli e seduzioni, rimbalzando da un’avventura all’altra, lui, Peer, l’uomo – palla, si espande per il mondo assolutamente incosciente di tutto quello che fa. È l’uomo che vive in superficie, senza radici, che vive la propria vita animale, trollesca, scimmiesca, impudica, la volgare sensuale, senza l’ombra di valori né ideali. Ha molto dell’uomo odierno che rompe regole e convenzioni solo perché preda di piccole insignificanti voglie, rimanendo tutt’al più legato ad una visione della vita pseudo – edonistica, pseudo – estetica. Talmente chiuso nel suo egoismo, nella botte del se stesso auto sufficientemente sconfinante con la pazzia. Correndo la sua vita, Peer incontra una moltitudine di personaggi sospesi tra realtà e sogno, tutte varianti di codici recitativi, tutte varianti della vita stessa, sua e nostra: ASLAK sporco fabbro è la cruda realtà che Peer rifugge; INGRID la vittima tragica delle sue prepotenti voglie; BEGRIFFENFELDT il direttore del manicomio che tenta violentemente di chiarirgli la sua follia egoista; ANITRA, l’ eterno femminino che eccita tutti i Peer di questo mondo; mamma AASE l’origine dell’unica qualità di Peer, la sfrenata e seducente fantasia, ma anche della sua incoscienza. Ponte, Aase, verso quei personaggi di fiaba che incontra Gynt nel suo vagabondare: la DONNA IN VERDE, l’ingenuità sui generis di una Biancaneve – troll che, grazie ad un’altra voglia di Peer si trasforma in una vendicativa STREGA dell’inconscio; il RE DEI TROLL, istrione e sovrano di un popolo di esseri magici e maligni, beffardi e dispettosi che con il loro fare tentatore e il loro motto animalesco – «sii sempre felice di essere quel che sei» – sono dappertutto sul cammino di Peer, nel bosco, nella sua casa, soprattutto dentro di sé. Non poteva mancare il diavolo in persona, sotto forma di PASSEGGERO SCONOSCIUTO, gran concertatore di tutte le tortuosità più sfrenate ma sorpreso e affascinato dalla fantasia di Peer, e l’inviata del diavolo, la morte – FONDITORE DI BOTTONI, che vorrebbe ributtare Peer nel gran magma da dove è venuto. Ma c’è SOLVEIG, la donna che l’ha amato, ed aspettato per tutta la vita, che lo strappa addirittura dall’accoppiata diavolo – morte: è un intervento aereo, quello dell’amore nel Peer Gynt. Magico. E Peer, a dispetto di una vita piena d’avventure, quando alla fine della corsa s’accorge di essere un caotico nulla e sta per essere liquefatto nel pentolone della morte, finalmente comprende che il suo vero se stesso non ha vissuto se non in quella donna depositaria dei suoi segreti più intimi, dello spirito cosciente che Peer non ha voluto o saputo conoscere, le sue splendide potenzialità: le canzoni mai cantate, i pensieri mai pensati, le lacrime mai versate.

Scenicamente tre saranno i livelli fondamentali su cui costruire: un nutrito livello sonoro dove sono comprese le celebri musiche di scena di Grieg vissute senza nessun timore reverenziale; un altro livello gestuale-figurativo spesso sincronizzato con il primo e un altro “recitato” da cui nascono i primi due. Si va, comunque, dalla atmosfera più rarefatta alla baracconata più sfacciata, segni interni al Peer Gynt, ponderosa opera nella quale ci permetteremo di ricercarne e ricompattarne i nervi metateatrali in una sintesi scenica che trasformerà quelle dense e complicate pagine verso quello che chiedono di essere: una corsa pazza di colori e suoni, umanamente splendida. Sono selezionati attori e allievi attori tramite curriculum e mail motivazionale da mandare a info@experimenta.eu, oppure è possibile contattare Roberta De Pasquale al numero 331 32 52 593.

Giorni di lavoro al Teatro dell’Arci cavalleggeri d’Aosta in via Luigi Rizzo, 11 – Napoli:

3/4 gennaio 2015 ore 16/21

10/11 gennaio 2015 ore 16/21

17/18 gennaio 2015 ore 16/21

24/25 gennaio 2015 ore 16/21

Giorni di lavoro al Nuovo Teatro Sanità, in Piazzetta San Vincenzo, 1 – Napoli:

31 gennaio 2015 ore 16/21

1 febbraio 2015 ore 19.00 performance finale al Nuovo Teatro Sanità.

Il costo dello stage è di 200 euro da versarsi interamente entro il 31 dicembre 2014.

Comunicato stampa

IL TEATRO CERCA CASA PRESENTA GIRO DI VITE CON MARGHERITA DI RAUSO

Lunedì 1 dicembre alle 18 a Napoli, nel salotto di Manlio Santanelli e Livia Coletta al Vomero, Via Sagrera 23, va in scena lo spettacolo tratto dal romanzo di Henry James Giro di Vite di Luca De Bei, con Margherita Di Rauso.

Un originale adattamento teatrale in forma di monologo, nato dalla convinzione che questa struttura drammaturgica sia la più adatta per restituire l’ambiguità che aleggia attorno alla protagonista femminile del racconto. Attraverso il monologo infatti, ciò che accade a questa donna senza nome (la protagonista è infatti l’unico personaggio della storia di cui non conosciamo le generalità) oscilla costantemente tra la verità oggettiva e la fantasia, alimentando il dubbio, lo stupore, lo smarrimento. È solo lei del resto che descrive il mondo in cui si muove, lei che lo costruisce, lo analizza, lo scompone, e lo ricompone infine per dare un senso alla propria esperienza. James stesso, del resto, non prende mai una posizione netta: a volte sembra volerci far credere che tutto ciò che accade sia reale, a volte sembra darci gli elementi per dichiarare come invece tutto sia frutto solo di una mente eccitata, se non addirittura isterica.

“Ed è proprio questa ambiguità – spiega De Bei – questo alternarsi di informazioni, la linfa vitale della storia, linfa che ho voluto assolutamente mantenere nella trasposizione teatrale. A partire dalla scrittura, per arrivare poi alla messa in scena, ho scelto di raccontare questa splendida “storia di fantasmi” con un ritmo avvolgente, concentrico. Quasi una “danza” inesorabile che, con velocità via via crescente, prende per mano gli spettatori e li trascina in un gorgo, in una strada senza ritorno verso l’orrore”.

Da un lato il potere evocativo della straordinaria parola di James, dall’altro la recitazione incisiva e piena di echi e rimandi di Margherita Di Rauso, ora in teatro anche con Massimo Ranieri nel Riccardo III, che scandaglia fino in fondo un’anima tormentata, appassionata, tragicamente fragile, ma soprattutto emozionante. Una figura modernissima – ribadisce De Bei –  dedita con caparbietà e coraggio alla ricerca della verità e alla comprensione profonda dell’esistenza. Una donna che, aprendoci senza riserva la propria anima, ci parla in fondo di un disperato bisogno d’amore e ci rivela come, pur di ottenerlo, sia disposta ad affrontare ciò che di più spaventoso v’è nell’animo umano.

Per assistere agli spettacoli che si svolgono in salotti privati di tutta la Campania basta navigare il sito ilteatrocercacasa.it, e a chi prenota viene fornito l’indirizzo dell’appartamento che ospita la messa in scena. Al termine dell’opera il pubblico interagisce con un critico esperto di teatro che a caldo commenta l’opera, e può dialoga con l’artista.

Credits: Foto di Carmine Luino

 

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