Al Teatro Cilea di Napoli in scena Maurizio Casagrande con ben otto spettacoli dal titolo “Il viaggio del papà”
04 febbraio Platea € 30, Galleria € 25 + d.p. Inizio ore 18.
“La sostenibilità non è solo un trend; è la chiave per un futuro in cui le generazioni a venire potranno ancora chiamare ‘casa’ questo mondo meraviglioso che condividiamo”, spiegano i soci del neonato franchising immobiliare green
NAPOLI – La sostenibilità applicata al settore della mediazione immobiliare vince e convince: ne è dimostrazione l’annuncio da parte di CasaDream Immobiliare del passaggio al franchising ambientale. Il brand fondato 20 anni fa dal napoletano Marco De Rosa, dopo essersi guadagnato gli onori della cronaca come esempio di resilienza in fase di lockdown (è stato tra i pionieri in Campania dei tour digitali per proseguire l’attività nonostante le restrizioni imposte durante la pandemia con record di video-visite agli appartamenti), è pronto a diventare un marchio che si contraddistinguerà per la valutazione, la vendita e l’affitto di immobili rendendo centrale in fase di compravendita anche l’impatto ambientale dell’immobile al centro della trattativa in tutta la sua complessità e da tutte le angolazioni. Inoltre, insieme alla trattativa proporrà soluzioni e percorsi di certificazioni green alle parti in causa.
Con 8 punti vendita già attivi tra Napoli e provincia e 4 agenzie pronte ad entrare nel franchising, il gruppo CasaDream promuove un’evoluzione del concetto di franchising e lancia la prima “community immobiliare green”, la prima a scommettere sull’ambiente in Campania, dalla promozione di pratiche eco-friendly fino alla proposta di strategie ed iter certificativi per la sostenibilità e riservando un’attenzione specifica agli immobili pronti alle sfide ambientali più attuali in ottica di risparmio energetico e contrasto al riscaldamento climatico.
“In questo momento storico, CasaDream vuole abbracciare la sostenibilità come un atto di responsabilità verso il nostro Pianeta nella consapevolezza che i cambiamenti nascono nel quotidiano, nelle piccole cose che, sommate, permettono di ottenere risultati collettivi e ampi“, racconta Marco De Rosa, fondatore del brand CasaDream, che aggiunge: “La nostra transizione verso pratiche green, dall’abbandono dell’utilizzo di supporti cartacei fino ad azioni ben più sostanziali come la selezione di immobili sostenibili, è molto più di una scelta operativa; è una sorta di manifesto, una dichiarazione che va oltre i confini del mercato immobiliare. CasaDream non si limita a guidare la rivoluzione nel settore, ma vuole essere custode responsabile del nostro ambiente e invitare ognuno ad esserlo, portando avanti una missione che trascende le mura delle case che vendiamo, investendo in un futuro che appartiene a tutti noi“.
“Sentiamo l’urgenza di adottare modelli sostenibili per salvare il nostro futuro“, evidenzia Antonio Gommone, Socio CasaDream. “Non esiste una casa senza nessuno che la abiti, e CasaDream riconosce che preservare il nostro ambiente è cruciale per il benessere di chiunque vi dimori. Ogni passo che compiamo verso la sostenibilità è un grido d’allarme, un richiamo alla responsabilità condivisa di proteggere il nostro unico e prezioso pianeta. La sostenibilità non è solo una tendenza; è la chiave per un futuro in cui le generazioni a venire potranno ancora chiamare ‘casa’ questo mondo meraviglioso che condividiamo“.
Ma non è l’unica ‘nota di futuro’ che contraddistinguerà l’operato degli affiliati in franchising CasaDream. Il gruppo, infatti, intende superare lo schema consolidato della esclusiva di zona attualmente imperante nel settore dell’intermediazione immobiliare. Si passerà a una “esclusiva di cliente”, permettendo all’agenzia in franchising di operare in qualsiasi zona d’Italia senza vincoli se non quella del rapporto umano consolidato.
“La nostra scelta – spiega Marcello Milano, socio CasaDream – riflette il nostro profondo impegno verso un approccio umanocentrico. Vogliamo andare oltre le transazioni immobiliari, vogliamo creare legami autentici con i nostri clienti. Le nostre agenzie sono pronte a operare in ogni angolo d’Italia grazie anche agli strumenti digitali, e possiamo farlo perché crediamo che le connessioni umane siano il vero motore dell’intermediazione immobiliare del futuro“.
In CasaDream inoltre la carta è bandita. La svolta tecnologica accelerata dalla congiuntura pandemica del 2020 permette oggi a CasaDream di potersi fieramente definite paper-free. Come per la scelta di non stampare magazine con le proposte immobiliari, sostituiti dagli e-mag esclusivamente digitali e accessibili tramite QR. Insomma, nessun volantino che nella migliore delle ipotesi finisce dalla cassetta della posta direttamente alla pattumiera.
Anche i contratti e i documenti legali in CasaDream verranno firmati elettronicamente dove possibile. Inoltre con la possibilità di chiudere parte delle trattative in remoto, liberando le parti dal vincolo della presenza. Una sorta di trattativa smart sulla falsa riga della filosofia dello smart working.
“Il nostro impegno verso l’innovazione non si ferma alla sostenibilità. Con la firma elettronica e la flessibilità da remoto, stiamo ridefinendo il modo in cui le persone affrontano le transazioni immobiliari. Vogliamo offrire ai nostri clienti non solo una casa, ma un’esperienza immersiva e moderna, dove la tecnologia diventa un alleato per realizzare i loro sogni”, ribadisce Marco De Rosa.
Il progetto Zes per le regioni del Mezzogiorno d’Italia ha rappresentato un rilancio reale delle varie economie locali in considerazione delle modalità industriali della misura e della grande attrazione che aveva provocato negli investitori. Poi è intervenuta la cosiddetta Zes Unica, che rendeva nell’agglomerato una zona economica speciale tutta l’area geografica compresa dalle 8 regioni interessate singolarmente. Il nodo da sciogliere, visti i tempi e le modalità riviste, è la convenienza o meno difendere unica una Zes quando singolarmente funzionava bene tanto da aver attirato già investimenti per oltre 2 mld di euro e creato oltre 3500 posti di lavoro. Il dato, certificato da The European House Ambrosetti, si scontra però con un’altra evidenza, l’allungamento dei tempi e dei termini con la nuova realtà, generando anche incognite sul versante sgravi fiscali.
“Cambiamo pure, ma facciamolo con senso di responsabilità e consapevoli di doverne rendere conto”, ha esordito Gianni Lepre, consigliere del ministro della Cultura Sangiuliano e presidente della Commissione Reti e Distretti produttivi di ODCEC Napoli. Il noto economista ha poi continuato: “un’evidenza clamorosa sta poi nei tempi definiti per le autorizzazioni: 80 giorni anziché i precedenti 20. Mai io mi chiedo: quadruplicare l’attesa degli investitori non rischia di disincentivarli? Questo appesantimento non rischia di essere letto come un segnale negativo, di minore attenzione verso la necessità di sburocratizzare i rapporti tra Stato e imprese?”.
Il prof. Lepre ha poi concluso: “Credo che il Governo faccia bene a chiarire il motivo di questi cambiamenti. In un’epoca in cui le decisioni economiche hanno bisogno di tempi rapidi per l’attuazione, è meglio affrettarsi a porre scadenze più ravvicinate e preparare una regia agguerrita per le istruttorie, adatta per accelerare la ripresa economica del Mezzogiorno che attende già da troppo tempo”.
Dal 2 al 4 febbraio lo SpazioKörper di Napoli, Centro Nazionale di Produzione della Danza, ospita la compagnia Fattoria Vittadini, collettivo artistico impegnato dal 2009 nella produzione e nella ricerca in ambito performativo, con particolare attenzione al multidisciplinare. La stagione 2024 dello spazio teatrale situato in Via Vannella Gaetani 27, prosegue con i lavori della pluripremiata compagnia di danza milanese, presentando le ultime creazioni delle performer Maura Di Vietri e Chiara Ameglio.
Si inizia venerdì 2 febbraio con l’anteprima nazionale di Flux – Full Experience di Maura di Vietri, una short performance che fonde danza e universi digitali attraverso l’uso di visori VR (Ore 18:30, 19:00 e 19:30. Ogni replica ha una durata di 20 minuti circa e l’accesso è riservato a un massimo di otto spettatori per turno). La stessa giornata prevede il coinvolgimento di alcuni studenti e studentesse del Liceo Coreutico Palizzi di Napoli, una preziosa opportunità rivolta alle giovani generazioni per affrontare il tema dell’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito performativo. Sabato 3 febbraio (ore 18:00) va in scena Linguadi Chiara Ameglio, un dialogo tra performer e pubblico in cui il corpo diventa linguaggio, strumento e significato; la danzatrice presenta inoltre il suo ultimo lavoro dedicato al tema della schiavitù contemporanea: Please, Come!, spettacolo di Fattoria Vittadini realizzato in coproduzione con il Festival Danza in Rete – Teatro della Tosse, in programma domenica 4 febbraio (ore 18:00).
La ricerca del collettivo Fattoria Vittadini propone sul palcoscenico di SpazioKörper tre lavori molto diversi fra loro, con un’identità ben delineata e una linea artistica volta alla sperimentazione di nuovi linguaggi. Flux – Full Experiencedella danzatrice, coreografa e formatrice Maura Di Vietri, è una performance immersiva che prevede l’uso del visore VR e che permette allo spettatore di essere al centro dell’azione: un’esperienza a 360° del proprio corpo e di quello della performer, nell’ambiente digitale e poi nello spazio reale. L’installazione performativa di Fattoria Vittadini, realizzata in collaborazione conla Scuola Mohole di Milano, propone al pubblico una duplice esperienza: da un lato l’immersione in uno spazio virtuale, all’interno del quale è possibile osservare l’avatar della performer – riprodotto attraverso la tecnica del motion capture – dall’altro la percezione dello spazio fisico in cui agisce la danzatrice, avvertendo in maniera distinta le differenze tra esperienza in VR e visione dal vivo.
Lo spettacolosi ispira al cosiddetto Fluxus, movimento internazionale di alcuni artisti degli anni 60’ e manifesto di una visione antidogmatica dell’arte. «Flux può essere visto come un sogno lucido, un viaggio nel mondo sotterraneo che fa riferimento alla cosmologia dei Cheyenne e alle caverne degli animali – dichiara la coreografa Maura di Vietri – una full experience che va alla ricerca dell’essenza vitale e lo fa approfondendo la relazione tra umano e animale, concepita come un insieme di forme ed entità che possono dialogare, fondersi, scambiarsi, trasformarsi» (Venerdì 2 febbraio – ore 18:30, 19:00 e 19:30).
La componente digitale si contrappone in questo caso alla reale immediatezza della coreografa e interpreteChiara Ameglio che con la performance Lingua ribaltail tacito accordo che si instaura fra performer e pubblico in sala, sovvertendo il filo invisibile tra azione performativa e punto d’osservazione. La danzatrice invita gli spettatori a scrivere sulla sua pelle, donandosi come una tela sulla quale depositare i propri segni e le proprie tracce. Il suo corpo si fa così caverna, ventre gravido di una lingua che si insinua, strumento di traduzione di parole non dicibili, eco di micromovimenti e memorie collettive, portatore di un’identità singola e comune, un incontro in cui il segno lasciato, lo sguardo, l’immobilità, il respiro diventano grammatica comunicativa amplificata. Lingua riflette dunque sui concetti di intimità, vicinanza, empatia, linguaggio interrogando il tempo presente e rivendicando il ruolo del corpo e dell’atto performativo: essere ponte, strumento di interazione, di tessitura di legami, di incontro con l’altro. (Sabato 3 febbraio – ore 18:00).
Dopo il debutto al Teatro della Tosse di Genova, nell’ambito rassegna Resistere e Creare, Chiara Ameglio presenta anche Please, Come!, una creazionenata dal desiderio di interrogare alcuni concetti intorno al fenomeno della schiavitù contemporanea: la richiesta di aiuto, l’iperallerta, l’isolamento, la sorveglianza, la resistenza, la dissociazione, il concetto di “morto sociale” e di “corpo scarto”. La schiavitù esiste ancora oggi per almeno 40 milioni di persone, è una pratica che ha radici profonde ed è un disegno di oppressione che lega il passato al presente, spaventosamente implacabile e complesso. Please, Come!, è un invito per il pubblico a entrare e testimoniare l’atto di liberazione di un corpo che nell’abbandono, disarmato e dominato, diventa simbolo di lotta e resistenza.
«Il tentativo è quello di creare un’esperienza capace di attivare uno sguardo e un sentire empatico – aggiunge la coreografa Chiara Ameglio – un percorso capace di riconoscere come le dinamiche di potere influenzano i corpi, le loro funzionalità, posture, condizioni, e ne determinino il valore sociale. Il nostro sguardo miope è insufficiente. È necessario agire nello spazio della distanza, inteso come spazio di riflessione. Che distanza è necessaria per comprendere? Quali lenti indossiamo per guardare una parte della realtà? Non sarà semplice rispondere a tali quesiti».
PER INFO E PRENOTAZIONI
081.245.74.15 – 335.70.46.743
Biglietti disponibili su www.korper.it
La performance FLUX prevede l’uso dei visori VR. Le tre repliche hanno una capienza massima di otto spettatori per ogni turno. Per prenotare inviare una mail a organizzazione@korper.it indicando il numero di persone e l’orario della replica alla quale si intende assistere.

Il Museo delle torture di Napoli ospita, venerdì 2 febbraio alle ore 19, “Eresia, un viaggio iniziatico”, un percorso di donne sulle donne attraverso il libro Eresia di Chiara Tortorelli (ed Homo Scrivens) tra letture, performance e lettura delle carte.
Il Museo, nel cuore antico di Napoli, è un luogo particolare e conserva documenti della Santa Inquisizione, oltre alle pagine del Malleus Maleficarum, un libro del Quattrocento scritto da un frate domenicano con cui si cercava di identificare i segni delle streghe… Sono inoltre conservati gli strumenti di tortura con cui si silenziavano le donne non omologate al sistema: le eretiche, quelle pericolose, le tentatrici, le maghe, le sapienti, le troppo belle o le troppo brutte, le vecchie e le folli, le troppo intelligenti e le ribelli.. le diverse insomma.
LA SERATA
La serata, ad ingresso gratuito con prenotazione, inizierà con un tributo storico e il racconto eretico dei roghi di ieri e di oggi affidato a Maria Rosaria Vado. A Mariavittoria Picone, invece, il fil rouge che lega l’eresia alle pagine del libro. Luciana Mastrangelo racconterà il fuoco dell’arte e dell’ispirazione attraverso una performance artistica. I personaggi del libro Eresia poi prenderanno vita con Teodolinda Di Gennaro, Fabiana Esca, MariaGabriella Tiné e la stessa autrice Chiara Tortorelli.
Alle interpreti sarà affidato non solo il compito di accompagnare ogni ospite tra le pagine del libro della Tortorelli ma di traghettarlo all’interno di questo viaggio iniziatico nel presente e nel passato. Ciascun partecipante avrà una carta simbolo che le sacerdotesse interpreteranno.
“Ho deciso di portare lì il mio libro “Eresia”, perché si racconti finalmente la storia delle donne, di ieri e di oggi. I roghi di ieri e i roghi che ancora oggi divampano in sordina, fatti di giudizio e di vergogne, di isolamento e di rifiuti sotterranei. Storie comunque di dolore e di riscatto. Sarà un vero viaggio iniziatico che attraverserà le ombre del passato e dell’attualità per portarle alla luce. Ma non sarò da sola in questo percorso e questa non sarà una presentazione canonica. Saranno insieme a me altre donne che come me conservano dentro ancora il fuoco, quel fuoco antico di eros, verità e coraggio, che non si è mai spento. Mi piace chiamarlo “il fuoco della strega“, spiega Chiara Tortorelli.
Evento gratuito a numero chiuso. Necessaria la prenotazione tramite messaggio WhatsApp al numero 320 4131130
ERESIA di Chiara Tortorelli
Il libro è stato concepito come un’unica storia narrata da una donna eretica che viaggia nel tempo e che si spezzetta in dodici “riflessi”, ovvero 12 storie, spaccati di vita quotidiana, vere e proprie esperienze iniziatiche del femminile. Ogni storia ha come titolo il nome di un archetipo di donna: Arianna, Circe, Medea, Antigone, Giocasta, Penelope, Ifigenia, Ipazia, Maddalena, Maria, Elena Andromaca, Eva. Come un coro greco al femminile, questi 12 racconti sono uniti da pezzi di epica in versi.