18 Maggio 2024

 

“Nella mente di un superficiale” di Generoso di Biase, Graus Edizioni. Un romanzo che incarna le caratteristiche di una umanità figlia dei giorni nostri.

 

Il protagonista è un impudente sciupafemmine, anche un po’ scurrile, un padre discutibile, ma poi scopriamo in lui la sensibilità del poeta. Un uomo che infligge dolore e si illude di non provarne. Infantile, piacione, egoista ed egocentrico, incarna le caratteristiche di una particolare tipologia di umanità, figlia dei giorni nostri. Scrittura appuntita, irriverente, sfrontata quella di Generoso di Biase in questa sua nuova prova letteraria da poco in libreria per i tipi di Graus Edizioni.

 

Il Mezzogiorno ha intervistato l’autore Generoso di Biase.

 

Quando e come è nata l’idea del suo libro? 

La voglia di rompere degli schemi da sempre presenti nelle società ma che oggi sembrano quanto mai opprimenti: la necessità, per sfuggire alla propria realtà, di guardare e giudicare gli altri. Sono ricorso alla provocazione raccontando il nostro quotidiano a chi finge, per convenienza, di non viverlo ma, soprattutto, di poterlo giudicare.

 

Tre aggettivi per descriverlo

Spero: leggero, intrigante, ma, e qui sono più convinto, vero

 

Il protagonista del suo romanzo quanto incarna la società odierna?

È la società. Diversamente da tanti altri personaggi del racconto, al di là dei suoi tanti demeriti, ma su questo giudicheranno i lettori, ha un sicuro pregevole merito: la piena consapevolezza della realtà che vive.

 

Si nasce o si diventa superficiali?

Si diventa tutto ciò che siamo, a prescindere da come nasciamo.

 

La superficialità del protagonista cosa nasconde in realtà?

Se è vera superficialità è comunque una scelta, non è vittima di questa superficialità. Malgrado la frase di Oscar Wilde, lui affronta i superficiali sul loro campo, divertendosi a sconfiggerli. La sconfitta brucia particolarmente allorquando si riporta nel campo in cui crediamo di essere abili.

 

Perché consiglierebbe ai lettori di leggere il suo libro?

Posso risponderle, semmai, che non lo consiglio a chi non ha voglia di guardarsi allo specchio.

 

Questo romanzo come si differenzia dai suoi precedenti lavori?

Ha in comune con gli altri la ricerca della verità, in quest’ultimo lo fa attraverso un antieroe, che nulla impedisce però abbia più meriti degli stessi eroi.

 

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