Moretta, la norma sugli amministratori giudiziari danneggia le procedure

 

Parla il presidente dei commercialisti napoletani al forum promosso dall’Odcec di Napoli

 

NAPOLI – “Il nuovo codice antimafia impone un limite molto ristretto di tre incarichi per collega: pensiamo ad una mozione da presentare agli organi incaricati, è un grosso problema che va risolto perché danneggia quelle procedure che hanno invece bisogno di specialisti e persone competenze. È una norma che non favorisce il normale prosieguo della giustizia”. Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, nel corso del forum “Nomina amministratore giudiziario: incompatibilità e limiti agli incarichi”.

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Famiglie bisognose ko; 0€ in bilancio per i libri scolastici ma i soldi ci sono

 

[su_quote]E’ da oltre un anno che le famiglie meno abbienti della Campania attendono il contributo per i libri scolastici dell’anno scolastico 2015/2016. Le risorse ci sono e sono state regolarmente trasferite circa due anni fa dal Ministero alla Regione ma da questa mai iscritte in bilancio: una grave dimenticanza da 20 milioni di euro, un danno rilevante per i cittadini più bisognosi.[/su_quote]

Lo denuncia il Presidente del gruppo di Forza Italia del Consiglio regionale della Campania, Armando Cesaro.

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Gioielli falsi, Oromare si riserva azioni contro chi danneggia l’immagine delle imprese orafe

Lo ha reso noto Francesco Corbello, amministratore del Centro produttivo di Marcianise

MARCIANISE – “In ordine alla diffusione della notizia che un operatore del Centro Oromare avrebbe immesso sul mercato orafo gioielli contraffatti abusando della notorietà di marchi celebri, Oromare tiene a precisare che l’Amministrazione del Centro non è abilitata a svolgere alcun tipo di controllo sull’attività svolta dagli operatori all’interno dei propri laboratori privati”. Lo rende noto Francesco Corbello, amministratore  di Oromare Progest srl.
“Si rammenta inoltre che nell’ambito del Centro sono attive da anni circa centodieci imprese orafe che costituiscono un grande patrimonio artigiano della nostra regione e che non risultano essere state investite da accertamenti analoghi da parte delle autorità. Il che allo stato induce a ritenere che lo spiacevole episodio costituisce un caso assolutamente isolato. Ad ogni modo – aggiunge Corbello -, ai sensi del Regolamento disciplinare approvato dagli operatori, ad essi è vietato lo svolgimento di qualunque attività suscettibile di procurare discredito al Centro. Pertanto, qualora i fatti in oggetto risultino accertati, l’Amministrazione del Centro .- conclude Corbello – si riserva di esperire ogni azione atta a tutelarne l’immagine nelle sedi competenti”.

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