By Andrea Capri | Published | Nessun commento
A cura di Harry di Prisco
Praesentia continua il viaggio nella Campania Divina delle eccellenze enogastronomiche che unisce tradizione e futuro – Il 28 e 29 luglio si è tenuta in Irpinia, in provincia di Avellino, una zona montuosa ricca di colline fertili, la quinta tappa di “Praesentia, Gusto di Campania. Divina”, il
format ideato dalla Regione Campania e coordinato dall’Agenzia Campania Turismo.
pecorino bagnolese, un vero omaggio ai sapori autentici dell’Irpinia, arricchiti dall’olio EVO Irpinia Colline dell’Ufita DOP, presentato da Antonio Tranfaglia,
frantoiano e sindaco di Taurasi. Alle portate sono stati abbinati i vini DOCG Fiano di Avellino e Greco di Tufo di un terroir dal gusto e profumi inconfondibili. E per finire la creazione dello chef Arcangelo Gargano del ristorante Voria, nel suggestivo Borgo Biologico di Cairano (Av), che ha ideato un dessert su una crema al caffè
realizzata con le miscele de “Le Lazzarelle”, la Cooperativa delle Donne della Casa Circondariale di Pozzuoli (Na), insignite del Premio Massimo Solidale. Lo
showcooking è stato condotto da Bernard Bédarida, giornalista francese della Télévision Francaise TF1, esperto di enogastronomia italiana, nato a Napoli e
segretario del Consiglio Direttivo dell’Associazione Stampa Estera in Italia, il quale ha trasformato lo showcooking in una narrazione di creatività e tradizione agricola con storie di chef e produttori, dando vita ad un racconto vivo e autentico.

Le eccellenze della gastronomia irpina autentica fatta di sapori antichi La terra dell’Irpinia, immersa nel verde dell’entroterra campano, produce prodotti
d’eccellenza come i vini: Fiano, Greco di Tufo, Aglianico e il celebre Taurasi DOCG, vini apprezzati per struttura e aromi intensi. L’olio extravergine “Irpinia – Colline dell’Ufita DOP”, con il suo gusto fruttato e piccante, è un must apprezzato da tutti. I prodotti tipici irpini, solo per elencarne alcuni: il Pecorino bagnolese e quello di Carmasciano, formaggi ovini d’alta qualità, intensi e stagionati grazie al latte delle pecore locali, pascolanti nei terreni solfurei; il Caciocavallo podolico, i prosciutti locali come quello di Trevico e il salame di Mugnano del Cardinale, dal particolare gusto in quanto affumicato e stagionato all’aperto. Il broccolo aprilatico di Partenopoli, l’accio di Gesualdo e la cipolla ramata di Montoro simboli della tradizione e qualità irpine. Da non dimenticare le Castagne di Montella IGP, quelle
affumicate dette “del prete” e le nocciole irpine utilizzate per fare dolci e torroni.
Un viaggio in questo luogo incantato, dove il tempo se non fermato ma è certamente rallentato, e dove la tradizione non è dimenticata ma coltivata con la sua autenticità gastronomica, fanno di ogni piatto un racconto di tradizione, convivialità e passione, una cultura in cui il cibo non è solo nutrimento, ma memoria.
Luigi Moio uno studioso prestato all’azienda per un sogno che si è realizzato Il giorno successivo il tour dei giornalisti di settore ha visitato l’azienda vitivinicola
di Luigi Moio e Laura di Manzo “Quintodecimo” di Mirabella Eclano (Av) dove vengono prodotti “vini d’autore” tre bianchi e tre rossi. Inoltre il Grand Cru Luigi
Moio Taurasi Riserva, dopo vent’anni dalla nascita di Quintodecimo, completa il disegno iniziale sull’Aglianico; e la Grande Cuvée Luigi Moio, le tre varietà di uva
campane Greco, Falanghina e Fiano sono state unite per creare un vino esclusivo in cui la natura è stata ancor più assistita dall’uomo nell’intento di armonizzare le note di ciascuna di esse affinché nulla domini ma tutto sia meravigliosamente in equilibrio. Abbiamo chiesto al Prof Luigi Moio di presentare la sua azienda: ≪Io
sono un studioso non sono un imprenditore forse per questo l’azienda è bella e funziona. Sono uno studioso di questo settore dall’età di 13 anni e ho trascorso 42
anni sui libri e nei laboratori di ricetta a studiare la viticoltura.
Volevo semplicemente chiudere il cerchio tutto ciò che racconto e ho raccontato nelle aule universitarie e in tutti i convegni volevo anche farlo, quindi questa azienda nasce essenzialmente per me: è un sogno di libertà, volevo essere l’enologo di me stesso perché poi di fatto questo è il mio lavoro e soprattutto per fare anche ciò che ho insegnato≫. Quindi lei si potrebbe definire uno studioso prestato all’azienda per un sogno che si è realizzato? ≪Ma sì, uno studioso, sono tanti gli studiosi, se pensiamo alla vita, come dico, uno studioso che voleva anche applicare la ricerca, quindi questa è ricerca applicata. Questo per me è diventato fondamentale a un certo punto della mia carriera e della mia vita. La realizzazione è stata una cosa meravigliosa è bellissima, ci siamo riusciti in poco più di venti anni, ma con le idee estremamente chiare, con un’elevatissima competenza, un’elevatissima professionalità. Tutta la famiglia è coinvolta in questo progetto, in azienda ho già due figli, uno è laureato in scienza agrarie e l’altro in viticoltura, mia moglie ha fatto il dottorato in enologia; il coordinatore tecnico, il direttore, il coordinatore di tutte le attività è uno dei miei migliori studenti che è laureato in enologia, siamo tutti specializzati in questo settore, quindi direi che non c’è nulla di straordinario, è semplicemente ciò che dovevamo fare≫.
“Praesentia” per un’ esperienza sensoriale e culturale
Antonio Ciampaglia, consulente dell’Agenzia Campania Turismo, così commenta il viaggio nell’eccellenza campana: ≪Praesentia vuole essere un momento di alta
valorizzazione del turismo enogastronomico, però con una forte presenza del valore culturale, sia dell’enogastronomia in sé, sia del nostro patrimonio culturale. Tant’è
vero che l’operazione si svolge nell’intero territorio campano, sono otto gli appuntamenti, ogni appuntamento ha la sua peculiarità, le sue eccellenze e tutto si
svolge in strutture di alto valore culturale, alcune addirittura da rilanciare perché spesso e volentieri si sono un po’ dimenticate, però alla base c’è il valore culturale di
quello che si fa partendo dall’enogastronomia che è anche una valenza culturale≫.
Dunque un progetto mirato allo sviluppo e alla promozione del turismo nel territorio campano in tutte le sue forme.
Il prossimo appuntamento a Padula
Dopo la tappa del 28 luglio il progetto “Praesentia, Gusto di Campania. Divina” prosegue il suo viaggio tra i luoghi simbolo della Campania, unendo storia, paesaggio
e cultura gastronomica. L’8 settembre la Certosa di San Lorenzo a Padula ospiterà “I cibi dell’anima”, riflessione sensoriale e spirituale sulla cucina monastica e le sue influenze odierne.
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