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Alla Clinica Ruesch, Domenica 1 Marzo Giornata della prevenzione seno

Ruesch vicina alle Donne e le donne vicine alla prevenzione: è questo il cuore dell’iniziativa organizzata dalla Clinica Ruesch, in programma Domenica 1 Marzo presso gli ambulatori specialistici della Clinica, che apre il mese dedicato alla Donna. La Clinica Ruesch ha a cuore la salute di tutte le donne, di tutte le età, e propone una giornata per la prevenzione del tumore al seno.
Il tumore al seno colpisce 1 donna su 8.
La sua incidenza è in costante crescita a causa dell’allungamento dell’età media e dell’aumento dei fattori di rischio.
Per questo è FONDAMENTALE sottoporsi ad esami periodici a partire dai 20-25 anni in su per MONITORARE, INTERVENIRE TEMPESTIVAMENTE e CURARE.
Il 90% delle donne che effettuano prevenzione, infatti, GUARISCONO. La prevenzione e gli accurati controlli periodici sono, dunque, le azioni migliori per evitare l’insorgere della malattia.
La Clinica Ruesch incontra così le necessità di prevenzione e benessere delle donne, con costi contenuti: VISITA SENOLOGICA+ECOGRAFIA MAMMARIA €35; VISITA SENOLOGICA+MAMMOGRAFIA €35; CONSULENZA
PER PROBLEMATICHE
PROTESICHE  MAMMARIE- GRATUITA.
“Abbiamo già il tutto esaurito”, spiega il Dr. Francesco Merlino, Direttore Generale della Clinica, “il che significa aver avuto una buona risposta da parte del territorio, segno che le persone comprendono l’importanza di fare prevenzione per la propria salute. Ed è attraverso iniziative come questa, dedicata ad una patologia diffusa, ma fortunatamente guaribile se presa in tempo, che siamo accanto ai nostri pazienti per contribuire alla riduzione di diagnosi tardive”.
Per info e prenotazioni:
T. ‪+39 0817178451‬ – solo whatsapp: ‪3456051640‬
T. ‪+39 0817178360‬ – solo whatsapp: ‪3427436573‬

MONICA SARNELLI A “CARDITELLO CANTA NAPOLI”

 

Monica Sarnelli in concerto a “Carditello Canta Napoli”, sabato 29 febbraio 2020 (dalle ore 20, biglietto euro 15), per il secondo appuntamento della rassegna organizzata nella Reggia dei Borbone dalla Fondazione Real Sito di Carditello in collaborazione con Studio Tema – associazione culturale.

Un percorso tra musica e storia che abbraccia epoche e stili diversi, integrando le visite serali ed ampliando la proposta culturale del Real Sito di Carditello con una serie di appuntamenti dedicati alla canzone napoletana, nell’ambito del programma “Carditello Spring” che si concluderà a maggio 2020.

In questa occasione la “Napoli@colori” di Monica Sarnelli, in scena con Alfredo Di Martino (fisarmonica, piano, tastiere) e Pino Tafuto (piano, tastiere), ricorderà il musicista Franco Del Prete, recentemente scomparso. “A questo grande musicista ed amico – sottolinea l’artista – figura mitica della musica italiana e del Neapolitan Power con cui ho avuto l’onore di collaborare in più occasioni dedicherò una parte del concerto a Carditello”.

Ad iniziare da “Notte lenta” il brano che scrisse nel 2012 proprio per Monica Sarnelli, passando per “Campagna” dei Napoli Centrale e fino ad alcune hit (come “Un’ora sola ti vorrei”) della storica band The Showmen con cui Franco Del Prete debuttò nella prima metà degli anni sessanta.

Il programma musicale ideato per Carditello accoglierà, inoltre, i tanti brani, particolarmente amati dal pubblico, di cui Monica Sarnelli è straordinaria interprete come “Chesta sera” di Nino D’Angelo, “Tu sì meglio ‘e me” di Bruno Lanza, Sally Monetti e Federico Spagnoli, fino alla sigla di “Un posto al sole” che da più di 20 anni porta la sua voce nelle case degli italiani. Circa due ore di buona musica per ascoltare canzoni di ogni epoca, dai capolavori del passato che rendono omaggio ai grandi “padri” come Raffaele Viviani, Renato Carosone, Aurelio Fierro fino alle composizioni contemporanee di autori come Pino Daniele, Enzo Avitabile, Peppino Di Capri, Claudio Mattone, Fred Bongusto, Eduardo De Crescenzo.

In occasione dei concerti “Carditello canta Napoli” – come per tutti gli altri eventi del 2020 – prevista una riduzione sul costo di prenotazione riservata ai soci sostenitori del Real Sito di Carditello possessori della nuova card della Fondazione. Visita accompagnata al Sito (start ore 20) e parcheggio incluso nel costo del biglietto.

Info e prenotazioni: Fondazione Real Sito di Carditello tel. +39 3396861632

www.fondazionecarditello.orgsegreteria@fondazionecarditello.org,

Real Sito di Carditello, via Carditello, 81050 – San Tammaro (CE)

ÀP Teatro 2020// NON PLUS ULTRAS

 

Giovedì 5 marzo, alle 20.30, 

presso l’Accademia Popolare dei diritti e dell’antimafia, 

va in scena 

 NON PLUS ULTRAS

uno spettacolo di Adriano Pantaleo e Gianni Spezzano

con Adriano Pantaleo, drammaturgia e regia Gianni Spezzano, scene Vincenzo Leone, costumi Giovanni Napolitano, luci Giuseppe Di Lorenzo, contributi multimediali e foto di scena Carmine Luino, assistente alla regia Raffaella Nocerino, collaborazione alla drammaturgia Adriano Pantaleo, organizzazione Carla Borrelli, produzione Argot Produzioni, Teatro Eliseo, NEST Napoli Est Teatro, in collaborazione con La Corte Ospitale

Lo spettacolo sarà preceduto, alle ore 19:00, dall’AperinScena 

“Fuoricampo” 

l’aperitivo pre-teatro con Federico Ruffo, giornalista Report Rai3

Una ricerca sul modello di vita degli ultras al centro del quarto appuntamento della terza stagione di ÀP Teatro con lo spettacolo “NON PLUS ULTRAS” di Adriano Pantaleo e Gianni Spezzano negli spazi di ÀP -Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti in Via Contardo Ferrini 83.

Qual è il modello di vita degli Ultras? Attraverso un’indagine teatrale durata quattro anni, abbiamo cercato di dare una risposta a questa domanda. Il modello di vita degli Ultras si racchiude in una sola parola: Mentalità. Dunque, cos’è la Mentalità? È una filosofia di vita basata su delle regole non scritte ma condivise tacitamente da tutti gli Ultras. L’impianto drammaturgico dello spettacolo procede alla scoperta di questo codice etico e comportamentale svelandone i pregi e i limiti.Ciro cerca di conquistare la dolce Susanna, figlia del temuto capo Ultras Biagio ‘O Mohicano. La sua strategia è semplice: riuscire ad introdursi nel mondo della curva e conquistare la benedizione dal padre della ragazza. Ciro nel tentativo di sedurre resta sedotto, completamente catturato da quella mentalità che sembra dare un senso alla sua vita piatta e monotona che ha sempre detestato. Però. Cosa vuol dire essere un Ultras? Che responsabilità porta? Che legame corre tra lo stato civile e il movimento Ultras? Che costi ha essere un ultras? Non Plus Ultra, ovvero «non più oltre», la scritta che Ercole incise, sulle colonne omonime, per stabilire il limite al quale l’uomo aveva accesso. Qual è questo limite? Ciro lo scoprirà, a sue spese.

*** Di questi e altri temi parla anche il quarto AperinScena di AP Teatro “Fuoricampo”, l’aperitivo pre-teatro, novità assoluta della stagione 2020 di AP, con ospite il giornalista Federico Ruffo. L’appuntamento, alle ore 19:00, nel foyer del teatro (la biblioteca), sarà dunque occasione per bere un buon bicchiere di vino e discutere delle diverse e complesse dinamiche che ruotano attorno al tifo del calcio con un giornalista d’inchiesta come Federico Ruffo, premiato in diverse occasioni e inviato di Report.

A Galleria Toledo “Eros e Priapo”

 

Massimo Verdastro porta in scena il suo monologo da “Eros e Priapo”, il feroce e satirico libro di Carlo Emilio Gadda scritto nel 1944 contro il delirio della dittatura fascista e il carisma persuasivo del suo leader Benito Mussolini, secondo una rilettura psicologico-sessuale “…riguardante il sostrato erotico del dramma ventennale…”, come scrisse lo stesso Gadda nella presentazione al testo. In programma al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo, direzione artistica di Laura Angiulli, in Via Concezione a Montecalvario 34, da martedì 3 a sabato 7 marzo alle ore 20,30, e domenica 8 marzo alle ore 18 (Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro, under 35 10 euro), lo spettacolo è un’altra grande prova attoriale e registica di Verdastro che da oltre quarant’anni calca i palchi per dar voce al suo anticonvenzionale pensiero scenico, proveniente spesso dalle pagine letterarie. “Eros e Priapo” è prodotto da Teatro Galleria Toledo Napoli – Materiali ContemporaneiCompagnia Diaghilev Compagnia Massimo Verdastro, con la drammaturgia di Verdastro e Luca Scarlini, il progetto scenico e i costumi  di Pier Paolo Bisleri e il progetto luci di Cesare Accetta.

 

Scheda “Eros e Priapo”

Massimo Verdastro interpreta le pagine fiammeggianti di Carlo Emilio Gadda in cui il grande scrittore lombardo dà corpo alle sue rabbie più ingestibili, facendo i conti con l’ingombrante figura del Duce (articolato istericamente come “Ku-ce” dalle folle in delirio), di cui pure egli era stato plauditore. L’ambiente è quindi quello della Roma imperiale, distesa sepolcrale di marmi, di cui egli vuole descrivere la corruzione sempre più mortifera che ne trapela, con cortocircuiti visionari e violentissimi. Come ogni grande invettiva, anche questo testo nasce in primo luogo dalla necessità di mettere drasticamente in crisi la figura dello scrivente rispetto ai dati del reale, svelando un meccanismo di seduzione di cui è stato vittima. Il “bicchierante” che voleva fare figliare le donne per mandare i rampolli alla “guerra, guerra, guerra”, riuscì ad arrivare e a restare al potere grazie a un mix infernale di “patria, birri e femine”. E proprio come un politico Don Giovanni egli viene presentato, tra lampi neri di misoginia quasi isterica, che poi rientrano nei ranghi di una commedia di carattere. L’attualità di queste parole è assoluta: i metodi di vendita del consenso si sono affinati grazie al nuovo parco media, ma sono rimasti largamente identici e, senza forzare niente né alterare tono e misura, le frecce scritte a ridosso della Seconda Guerra Mondiale colpiscono anche i bersagli dell’oggi.

Massimo Verdastro, con la complicità della Compagnia Diaghilev e di Galleria Toledo, propone una nuova versione che si avvale della preziosa collaborazione di Cesare Accetta per il progetto luci. Questa ennesima prova aggiunge quindi un’ulteriore testimonianza all’itinerario singolare di un performer che sceglie racconti abitati da molteplici identità, dando corpo a vari personaggi che sono sovente solo accennati come diversione da un itinerario principale e che pure animano decisamente un pensiero scenico in cui il confronto con le retoriche verbali è elemento centrale.

Note di regia

Qualche anno fa, mentre lavoravamo alla drammaturgia dello spettacolo Supereliogabbaret-bestiario romano, Luca Scarlini mi suggerì di leggere Eros e Priapo di Carlo Emilio Gadda. Subito mi colpì la lucida e spietata spirale linguistica e allo stesso tempo la caotica architettura di quel libro. Via via, durante la lettura, si aprivano – improvvise – pagine in cui la teatralissima scrittura produceva immagini così nitide e in successioni tanto dinamiche da sembrare un grande cinema verbale. Le donne, gli uomini le cose, i luoghi, si stagliavano prepotentemente da quella Storia che condusse per ventun’ anni “il tempo migliore di una generazione… a vecchiezza a traverso il silenzio”. L’umanità ingannata, confusa e dolente, di cui Gadda stesso fa parte, viene osservata dallo scrittore con scientifica perizia e, potrei dire, morbosa dedizione, attraverso l’uso di una sorta di lente d’ingrandimento. Una lente che, per effetto dovuto, amplifica, deforma, annulla ed evidenzia le cose. Qui la parola, forse più che in altre opere gaddiane, esprime un sarcasmo, un risentimento, una rabbia, un dolore a momenti quasi insostenibili. Una parola che scaturisce da un vissuto drammatico, da una memoria storica che ci induce a riflettere, a capire, per non ricadere negli stessi errori-orrori del passato: “L’esperienza deve essere condotta a profitto, altrimenti si vagola, si vagola, bambocci sperduti verso il buio inane dell’eternità”. Eros e Priapo è stato definito trattato, libello psicoanalitico, arringa, memoriale; sappiamo soltanto che Gadda ci restituisce una parola viva, crudele, appassionata. Per questo ho voluto praticarla sulla scena, nel tentativo di incarnare non solo quella folgorante parola, ma anche il pensiero di un uomo che con lucida contraddizione partecipa e osserva la fragilità, il dolore, la bellezza e la stupidità di un’umanità, purtroppo, ancora oggi in bilico.

(Massimo Verdastro)

Biglietteria

Intero: 15 euro

Ridotto: 12 euro (per convenzionati e over 65)

Under 35: 10 euro

PRENOTAZIONE CONSIGLIATA
È possibile prenotare i biglietti telefonicamente o via mail.
Il ritiro del biglietto prenotato deve essere effettuato 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo, salvo diversa comunicazione.  

TEATRO STABILE D’INNOVAZIONE GALLERIA TOLEDO
M linea 1 / stazione Toledo / Montecalvario

convenzionati con Supergarage
via Shelley 11 – Napoli / tel.  0815513104

 

Info e contatti
t.+39 081425037 –  t.+39 081425824
segreteria.galleriatoledo@gmail.com

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13th World Rare Disease Day

 

13th World Rare Disease Day

Raro e prezioso è Donna

Affinché la voce dei malati rari, delle famiglie, dei caregiver e della ricerca non si spengano

 

Sabato 29 febbraio 2020 sarà celebrata la tredicesima Giornata internazionale delle Malattie Rare coordinata da EURORDIS, la rete europea che rappresenta più di 800 associazioni di malattie rare.

Le malattie rare, in gran parte, sono croniche, gravi e invalidanti. E possono essere letali, con tassi di mortalità che vanno dal 5 al 30%. Secondo la rete Orphanet Italia, nel nostro Paese i malati rari sono circa 2 milioni: nel 70% dei casi si tratta di pazienti in età pediatrica.

Le parole chiave dell’edizione di quest’anno saranno equità, pari opportunità e valorizzazione del potenziale. Intorno a questi temi si svilupperanno nel mondo le attività di sensibilizzazione.

Focus sul ruolo della donna, nella scienza, nella ricerca e nell’universo familiare e sociale delle malattie rare.

Le attività di informazione e sensibilizzazione vedono in prima linea Marina Melone, direttore del Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze, professore di Neurologia dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Avanzate  – Clinica Neurologica II e Centro Malattie Rare, con il Coordinamento Napoletano Donne della Scienza; Maria Giuliano, pediatra e presidente della Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) Campania; Valentina Fasano, presidente dell’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia Onlus, con il sostegno dell’AILU, l’Associazione Italiana Leucodistrofie Unite, presieduta da Erasmo Di Nucci; Chiara Magaddino, rappresentante e formatrice della Onlus Famiglie SMA; Tina Grassini, presidente dell’Associazione Parla con me.

“In occasione della giornata internazionale sulle malattie rare in programma sabato 29 febbraio  – evidenzia Marina Melone – vengono messe al centro le donne scienziate che hanno saputo testimoniare l’amore per la conoscenza e le donne che, nella malattia, testimoniano il sapere e la cura della vita.

Ma purtroppo a causa delle disposizioni delle istituzioni regionali legate all’emergenza del Coronavirus, lo Science Centre partenopeo ha annullato l’evento Raro e prezioso è Donna.

Molti, in questi giorni di emergenza legata al Coronavirus, parlano con una certa superficialità dei pazienti più fragili, quelle persone che hanno già problemi di salute. In realtà quando scrolliamo le spalle, pensiamo non ci riguardi e camminiamo sereni per strada continuando la nostra vita sociale distogliendo lo sguardo da chi, affetto da patologie croniche, malattie rare il più delle volte, fortemente invalidanti lotta ogni giorno per la vita, con innumerevoli difficoltà, contro pregiudizi e barriere sociali.

“L’emergenza Coronavirus non fa altro che ricordarci che ci sono persone che ogni giorno affrontano complessità, paure, rischi maggiori di altri, tra questi i malati rari!” affermano i rappresentanti delle associazioni, tra i quali Erasmo di Nucci, presidente AILU.

“Resta dunque forte e coeso l’impegno a favore dei malati rari, delle famiglie e dei caregivers, nonostante l’evento sia cancellato – affermano Viviana Rosati e Valentina Fasano -. La nostra campagna di sensibilizzazione non si arresta, anzi trova rinnovato vigore proprio per tutelare coloro che anche in questo momento della vita del nostro paese restano i più fragili.”

L’evento Raro e Prezioso è Donna, è stato pensato per Città della Scienza, all’occasione della 13° giornata internazionale dedicata alle Malattie Rare per mantenere viva l’attenzione sull’importanza del ruolo femminile nel mondo della scienza, della ricerca e dell’universo familiare e sociale che ruota intorno al malato raro.

Donne Scienziate… Il coraggio di appassionarsi a ciò che è raro, come spiegato da Marina Melone e dal Coordinamento Napoletano Donne della Scienza, è il racconto della storia e dell’impegno di donne come Nettie, Rosalind, Gerty, Martha, Barbara, Henrietta, Hilde, Rita, Jennifer, Emmanuelle: donne, che condividono il privilegio di aver contribuito all’avanzamento della conoscenza medico-biologica e allo sviluppo delle terapie avanzate nelle malattie rare attraverso scoperte fondamentali, dall’iniziale consapevolezza che il sesso di un organismo è determinato dalla presenza dei cromosomi X e Y, seguita  dalla scoperta del DNA e dalla citogenetica, fino al progetto di terapie avanzate quali la terapia genica, la terapia cellulare, la Car-T e altre terapie di precisione quali le nuove tecniche di editing genetico.

Lo screening neonatale è nell’attenzione dei pediatri. Maria Giuliano, presidente della Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) Campania lavora sulla diagnosi e nella gestione delle malattie rare in età pediatrica. “La SIMPe sta profondendo un grande impegno per promuovere la formazione e l’informazione dei medici pediatri e le attività di ricerca clinica, in collaborazione multidisciplinare. Una diagnosi precoce è uno strumento di equità e rispetto per chi grazie ad una conoscenza tempestiva della sua patologia può vedere tutelato il suo diritto alla vita e alla cura”.

E’ importante, inoltre, che attraverso i mezzi messi a disposizione dal mondo della comunicazione e dell’informazione, l’universo delle malattie rare, in particolare declinato al femminile, faccia sentire la sua voce.

“Dopo la diagnosi ha inizio un vero e proprio viaggio di scoperta – spiega Chiara Maggadino, formatrice Famiglie SMA –  da intraprendere insieme, in cui i genitori devono comprendere ed accettare i bisogni specifici del figlio, così come l’inevitabile cambio nello stile di vita. E’ necessario, infatti, essere consapevoli che il proprio figlio avrà necessità di un’assistenza complessa, con importanti differenze da soggetto a soggetto, una complessità che occorre elaborare per poter affrontare”.

In tal senso la donna, con la sua empatia, il suo orientamento alla relazione e la sua capacità di autoanalisi diviene l’ago di una immaginaria bilancia degli equilibri familiari e sociali, ma c’è un “però” davvero drammatico.

Secondo quanto mette in evidenza Tina Grassini, counselor ed operatrice dei centri antiviolenza, il  70-80% delle donne convive con un senso di colpa, legato a diversi aspetti e ragioni, instillato da un processo educativo figlio di una cult, una maschilista, spesso sottile, sotterranea, mascherata.

“A queste donne viene chiesto di essere forti, dinamiche, risolutive. Non sembrerebbe esserci spazio per la legittima fragilità, per fermarsi, per essere ammalate. Perché se sei ammalata non sei più sufficientemente forte, adeguata, capace e quindi utile. Se poi ti viene attribuita la responsabilità di aver provocato la malattia di tuo figlio (quel figlio che in realtà ogni donna vorrebbe proteggere e salvare), perché sei tu la portatrice della mutazione genetica, allora sei anche colpevole!”

“È come se fossi stata colpita da uno tsunami”. E’ così che Beatrice, madre di tre figli, ricorda il giorno in cui ha saputo che suo figlio di quattro anni soffriva di distrofia di Duchenne, una malattia neuromuscolare caratterizzata da un’atrofia muscolare in rapida progressione. La malattia è trasmessa dalla madre ai figli maschi e inizia in tenera età, con un’evoluzione inarrestabile.

E’ pertanto fondamentale che il rischio attuale per la salute rappresentato dal Coronavirus nel nostro paese, non metta a tacere le voci dei malati rari e delle loro famiglie che vivono uno stato di emergenza cronico nel loro quotidiano.

“Le malattie rare croniche richiedono alle famiglie di adattarsi ad una vita molto difficile – ribadisce Marina Melone – a partire dalla difficoltà di accedere ad una diagnosi rapida e affidabile, senza dimenticare il peso di terapie quotidiane accessibili solo a costi elevati dovuti alla mancanza di cure rimborsabili. Così i familiari, le donne che spesso si fanno carico della complessità dell’assistenza, senza riposo, senza tregua e senza alcun riconoscimento, diventano invisibili al mondo”.

“Mi chiedo pertanto – conclude Marina Melone – perché il carico di emozione e di coinvolgimento che oggi l’Italia esprime a fronte di una problematica certo complessa, ma indubbiamente circoscritta nella vita di ogni cittadino, quale può essere una infezione virale, non si possa tradurre in iniziative di solidarietà e di sostegno affinché le istituzioni si facciano portatrici di una presa in carico globale del malato raro e delle loro famiglie”.

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