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ANIME PEZZENTELLE- intervista a Myriam Lattanzio per il suo nuovo album

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“Anime Pezzentelle” segna il ritorno sulla scena musicale di Myriam Lattanzio, artista capace di coniugare la profondità della tradizione con un’urgenza espressiva fortemente radicata nel presente.

L’album è un intenso viaggio musicale dedicato ai diritti civili e al riscatto sociale. Lattanzio firma tutti i testi e compone anche le musiche di Sangennà, Chesta città e Pe’ ddoje rammere. Gli arrangiamenti, curati interamente da Max Carola, vedono lo stesso impegnato anche nella direzione artistica.

Attraverso le sue canzoni, l’artista dà voce a chi spesso non ne ha, raccontando storie di quotidiana resistenza, di dignità e di una giustizia che aspira a essere concreta e non soltanto evocata. In questo lavoro, le “anime pezzentelle” diventano metafora degli ultimi, degli emarginati e di tutti coloro che cercano una via d’uscita dall’ombra.

Cantante e interprete dalla voce magnetica e profondamente espressiva, ha costruito nel tempo un percorso artistico radicato nella cultura mediterranea, portando con sé il calore e la drammaticità della sua terra.

La sua carriera è segnata da una forte sensibilità verso i temi sociali, che l’ha condotta a collaborare con importanti realtà della scena world e folk italiana. Il suo approccio va oltre il palco: Myriam è una vera ricercatrice di storie, capace di trasformare il dolore degli invisibili in canti di dignità e riscatto.

L’abbiamo intervistata in occasione dell’uscita del suo nuovo album. 

Chi sono le “Anime Pezzentelle” per lei?

Tutte quelle persone che vivono ai margini della vita, che non hanno trovato posto, quelle che non hanno voce e ci passano accanto e alle quali non prestiamo attenzioni.

Da quale idea nasce questo nuovo album e cosa lo caratterizza?

I miei lavori (sia musicali che teatrali) hanno tutti un comune denominatore, ovvero raccontare le storie degli ultimi. Mi immagino come una specie di megafono che dà voce alle loro vite sperando di smuovere coscienze assopite da tempo.

Per questo progetto musicale, ci sono importanti collaborazioni.

Molti sono gli artisti che hanno sposato il mio progetto. autori come Carlo Faiello, Jennà Romano, Marco Francini, Massimo Mollo, Dario Mogavero e musicisti del calibro di Michele Maione, Arcangelo Caso, Marco Di Palo, Francesco Ponzo, Roberto Trenca, Francesco Di Cristofaro. e le partecipazioni di Paese mio bello (Gianni Lamagna, Patrizia Spinosi, Lello Giulivo e Anna Spagnuolo) Paolo Shaone Romano, Antonella Maisto. 

Sono previsti live? Se si, quando e dove?

Sono previste varie presentazioni, dopo il live di “battesimo” tenutosi alla ZTL. Al momento però siamo in fase di organizzazione

A quali autori si ispira?

Sono cresciuta ascoltando gli artisti del sound partenopeo, in primis Pino Daniele che ha ispirato tanti della mia generazione e anche le successive. Napoli Centrale, gli Osanna e tutti i musicisti che gravitano in quella orbita innovativa che fu la musica proveniente da Napoli. 

Cosa vuole dire essere musicista?

Violeta Parra diceva: “Io non prendo la chitarra per ottenere un applauso. io canto della differenza tra il vero e il falso, altrimenti non canto”. Per questo motivo, dal primo lavoro “Rosa, rabbia e sangue” ad “Anime pezzentelle” è passato molto tempo. Musicista, come intendo io, significa cantare del sociale e in questo periodo dove imperversa il brutto in tutto, anche nell’arte in generale, bisognerebbe che ognuno di noi mettesse da parte la banalità e si dedicasse a riportare alla luce tutte le forme di arte in maniera sanguigna, vera, pura per risvegliare coscienze e soprattutto per riavvicinarci perché il mondo sta andando alla deriva e noi tutti abbiamo il compito di raddrizzarlo. 

Violeta Parra diceva: “Io non prendo la chitarra per ottenere un applauso. io canto della differenza tra il vero e il falso, altrimenti non canto”. Per questo motivo, dal primo lavoro “Rosa, rabbia e sangue” ad “Anime pezzentelle” è passato molto tempo. Musicista, come intendo io, significa cantare del sociale e in questo periodo dove imperversa il brutto in tutto, anche nell’arte in generale, bisognerebbe che ognuno di noi mettesse da parte la banalità e si dedicasse a riportare alla luce tutte le forme di arte in maniera sanguigna, vera, pura per risvegliare coscienze e soprattutto per riavvicinarci perché il mondo sta andando alla deriva e noi tutti abbiamo il compito di raddrizzarlo. 

Che valore ha la musica e l’arte in generale oggi?

Con “Anime Pezzentelle”, Myriam Lattanzio raggiunge una piena e consapevole maturità artistica.

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