L’insostenibile disarmonia dell’essere; le sculture di Luigi Tirino a Unicum Gallery fino al 4 dicembre

a cura di Alessandra del Giudice – L’insostenibile disarmonia dell’essere; le sculture di Luigi Tirino a Unicum Gallery fino al 4 dicembre
Agitato, Respiro, Sospeso, Trattenuto e poi Napoleone, Carioca, Erica, sono alcune delle DisArmonie dello scultore Luigi Tirino, emozioni di pandemia racchiuse e rinchiuse nella materia che sembra imprigionarle, trattenerle e allo stesso tempo volerle espellere, liberandole. È possibile le splendide sculture esposte a Unicum Gallery in vico San Giovanni Maggiore n. 2 fino a domenica 4 dicembre su appuntamento.
“Le opere, nascono durante la chiusura forzata in casa”, racconta l’artista artigiano Luigi Tirino che da 30 anni forgia ferro, bronzo, rame e altri materiali pesanti per creare sculture di grandissima forza evocativa.


Si parte con 10 quadri che inchiodano al muro sentimenti fortissimi, contrastanti e universali tra i quali: il cuore bloccato di “Infranto” a simboleggiare le storie d’amore nate o sospese nella lontananza; il naso in croce di “Sacrato”; “Respiro” che sembra una cassa toracica o una prua di una nave che vuole sfondare un mare di ghiaccio e che invece, svela Tirino, è l’insieme di nasi sovrapposti; ci sono poi elementi della casa divenuti totemici a causa dell’uso continuativo: il tavolo di “Sospeso” o la finestra, gabbia e proiezione verso l’orizzonte, di “Atteso”. Ci sono poi autoritratti talvolta “mascherati”, scomposizione di connotati, di pensieri e di identità in un mondo che ha sconvolto le nostre abitudini e credenze, dove ci sono semafori con solo “rossi” come racconta “Trattenuto”.
Dopo la serie dei quadri materici, Tirino, in una seconda fase, ha forgiato sculture sospese tra la pesantezza della pandemia e un’ipotesi di fuga e di leggerezza. L’elemento portante e statico delle nove sculture è una trave sulla quale si innesta per contrapposizione un elemento volatile in una continua contraddizione senza logica. Le sculture vanno dalle tinte monocromatiche del bronzo, rame e ferro che caratterizzano strutture
fisse, al ferro dipinto di opere composte da più corpi intersecati e quindi, come le costruzioni, smontabili.
Si va da “Ariele” ed “Erica”, eliche desiderose di far planare pesanti motori che sembrano reperti storici di guerra o futuristici presagi, a “Napoleone” una colorata lumaca orgogliosa della sua lentezza a “Carioca”, un allegro e placido pesce. L’ironia, la mobilità, il colore appaiono un inno indiscusso alla rinascita benché caratterizzata sempre dalla DisArmonia tipica del tempo presente come spiega nella interessantissima
critica la curatrice Adelina Picone, docente di composizione architettonica e urbana presso l’Università degli studi di Napoli Federico II:
“Le opere sono quasi tutte figlie di quel tempo sospeso della pandemia e testimoniano il valore e il senso dell’arte in questo periodo. Viviamo in disarmonia con l’ambiente e il clima, in una crisi politica e sociale, siamo in una crisi finanziaria, l’idea del futuro è nebulosa. L’arte finisce sempre per avere un ruolo di disvelamento perché arriva in modo diretto alle nostre emozioni, ci permette di esprimere in modo corporeo e semplice concetti complessi.

Luigi è un artista artigiano che ha un contatto diretto con la materia e quindi la capacità di inciderla con i pensieri, la materia così forgiata trasmette una forte carica emotiva. Se si pensa che siamo nell’era della digitalizzazione nella quale alle dita non corrisponde il plasmare della materia, ma un insieme di sovrastrutture mentali e viviamo in una situazione di totale separazione dal contesto, incidere sulla materia, essere al contempo artigiani e artisti è un grande valore. Abbiamo chiamato la mostra Disarmonie perché è l’esatto contrario di ciò che l’armonia mi racconta: l’unione, il mettere insieme pervade tutta la storia dell’architettura, così nell’armonia musicale costruita a partire dalla matematica. Oggi tutto abbiamo tranne che armonie. Il lavoro di Luigi è quello di esaltare questi squilibri e renderli molto chiari attraverso le contrapposizioni: pesante – leggero, statico – ciò che si muove in una dualità evidente. Sono opere dirette che mettono insieme gli opposti. La mostra potrebbe essere riassunta con la frase dell’ultimo film di Sorrentino: “Non ti disunire”.
La mostra è ospitata nell’elegante cornice dell’Unicum Gallery b&b situato nel palazzo settecentesco di vico San Giovanni Maggiore n. 2, in passato alloggio dei monaci. Oltre al progetto in mostra nella galleria del b&b si possono ammirare anche altre sculture di Luigi Tirino come le meravigliose “Bocca” e “Achille”. Da non perdere, fino a domenica 4 dicembre, contattando l’artista.

Luigi Tirino www.luigitirino.it; luigi_tirino (istagram);

Biografia di Luigi Tirino
L’artista nasce a Napoli nel 1967. Si diploma geometra dedicandosi subito dopo alla lavorazione del ferro battuto ed altri metalli nell’azienda di famiglia. Un lungo apprendistato durante il quale acquisisce l’arte dei metalli nelle sue varie applicazioni.
Collabora con l’architetto Nicola Pagliara (facciata esterna della sede del Mattino di Napoli in via Chiatamone e la facciata della Funicolare di Capri) e l’architetto Riccardo Dalisi (oggetti di design). La scoperta dei lavori di Arnaldo Pomodoro prima e di Constantin Brancusi poi, influenzano il suo immaginario spingendolo alla realizzazione delle sue prime opere (Il Clone, La Bilancia, La Donna Incinta) esposte a Città
della Scienza (maggio 2007). La prima mostra personale di rilievo è del 2009, Lo Cunto De Lu Mare (Storie di viaggio), presso la Stazione Marittima di Napoli. Nel 2011 realizza il monumento funebre in onore di Augusto Perez Scultore (su progetto dell’architetto Eduardo Alamaro), collocato nel Cimitero di Napoli.
Sempre nel 2011 presenta alcuni manufatti di design presso Città della Scienza; ancora nel 2011 espone in collettiva il Re Solo presso il Seminario dei Nobili di Napoli. Nel maggio 2013 realizza la mostra Man at Work presso lo Spazio Concept Store di Napoli in cui per la prima
volta fa uso del bronzo. Nel luglio 2013 espone l’opera L’Attesa presso Lineadarte (officina creativa Napoli) che verrà presentata nei mesi seguenti in altre città italiane (Firenze, Bologna, Milano).
Nel novembre 2013 sempre a Napoli è impegnato in una nuova personale presso Portico 340 dal titolo Da Occidente a Oriente; Le opere di questa mostra vengono poi esposte anche al NAF (Napoli Arte Fiera). Nel luglio 2015 prende parte al Napoli Expo Art Polis presso il PAN (Palazzo delle Arti Napoli); Esponendo tre opere nel dicembre 2015 è impegnato in una nuova personale nell’ambito di Costellazioni presso il
Centro Magni di Urbino, riproposta nel febbraio 2016 presso la Sala Espositiva della Banca Popolare del Mediterraneo a Napoli.
Nel luglio 2016 espone in collettiva nell’Art Performing Festival, presso le sale del Castel dell’Ovo di Napoli.
Nel marzo 2017 realizza una personale presso l’Associazione Corrosioni di Napoli.
Nel novembre 2018 presso il PAN – Palazzo delle arti di Napoli, espone “Mauna”: 3 opere attualmente visionabili nel sito archeologico delle catacombe di San Gennaro.
Nel maggio 2019 a Palazzo Fondi – Napoli espone “Evoluzione del pensiero e della forma” in cui arricchisce il suo lavoro integrando nelle opere alcuni scatti fotografici di Nello Minervino ed i dipinti di Cristina Moccia.

L’insostenibile disarmonia dell’essere; le sculture di Luigi Tirino a Unicum Gallery fino al 4 dicembre

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