19 Maggio 2024

La mehari di Giancarlo Siani (custodita al Pan di Napoli) e lo slogan “Chi dimentica diventa il colpevole” sono stati i simboli di “Imbavagliati”, il primo Festival Internazionale di Giornalismo Civile, iniziato il 23 agosto, che domani  mattina chiuderà i battenti, con un incontro rivolto ai giovani giornalisti al Museo Pan di Napoli.

 

E la città, ma anche il mondo civile, ha dimostrato di non aver dimenticato “abbracciando” idealmente il Festival con grande partecipazione e interesse. Più di 1000 persone hanno assistito agli incontri con i protagonisti della rassegna: giornalisti provenienti da ogni parte del mondo per portare la loro testimonianza di intellettuali che hanno sperimentato il bavaglio della censura e la persecuzione di regimi dittatoriali. Arrivati dal Marocco, dal Messico, dalla Colombia, dal Camerun, dalla Russia, Alì Lmrabet, Jeremías Marquines, Gonzalo Guillén, Jean Claude Mbede Fouda, Oksana Chelysheva, Efraim Medina Reyes, Guido Piccoli e Roberto Saviano (con un video intervento) attraverso incontri, discussioni, interviste, hanno dato voce e impulso alla lotta per la libertà di stampa a cominciare dall’analisi delle difficili realtà sociopolitiche in cui vivono. “Sono contento che nella mia città si organizzi un evento del genere, si è fatto qualcosa che mancava in Italia e non solo”, ha commentato Roberto Saviano nel suo video-intervento. Tema della prima edizione è stato quello delle mafie globalizzate, da confrontare e mettere in relazione il sistema camorra.

“Ringrazio il Comune di Napoli ed in particolare Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo per aver creduto e investito nel festival Imbavagliati, che ha ricevuto una calda accoglienza dalla città e dal pubblico dei napoletani, attenti e partecipi nonostante il periodo vacanziero. Roberto Saviano ha sottolineato l’importanza di far nascere una manifestazione per la libera espressione proprio a Napoli che lui propone come città dell’accoglienza. Il suo invito lo vorremmo rilanciare e fare nostro nella seconda edizione dell’evento che inizieremo a progettare appena chiusa questa prima edizione. Abbiamo avuto ospiti importanti che con umiltà e coraggio continuano ogni giorno a rischiare la vita. E nel nome di chi la vita l’ha persa proprio per non essere imbavagliato, Giancarlo Siani, abbiamo aperto Imbavagliati. Il giornale on line che continueremo a produrre cercherà di dare voce a chi, come il giovane giornalista napoletano, ha qualcosa da dire, ha parole efficaci contro le censure e i regimi che soffocano la libertà di espressione.”; ha commentato l’ideatrice e la direttrice artistica del Festival la giornalista Désirée Klain, prodotto dall’Associazione “Periferie del Mondo-Periferia Immaginaria” per l’Assessorato alla Cultura e il Turismo del Comune di Napoli. Parole sottoscritte dal sindaco di Napoli Luigi De Magistis, che ha tenuto a battesimo l’apertura: ”Una bellissima manifestazione, un segnale molto forte. Napoli difende l’informazione libera, i giornalisti coraggiosi che qui e in tutto il mondo rischiano la vita per parole di libertà e di verità”. Oltre al sindaco i dibattiti hanno visto la partecipazione di Annamaria Palmieri, Assessore all’Istruzione del Comune di Napoli e dell’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele.
Il Festival, con l’alto patrocinio di Amnesty International Italia, del Comitato Regionale Campania per l’Unicef Onlus e dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, ha avuto come prologo la prima edizione del “Premio Pimentel Fonseca”, che si è svolta con grande partecipazione di pubblico il 20 agosto al Museo Pan di Napoli. Quest’anno è stata premiata la giornalista russa Oksana Chelysheva, collaboratrice della «Novaya Gazeta» per la quale ha lavorato anche con Anna Politkovskaja. L’evento ha inoltre ospitato personalità di alto profilo artistico e professionale quali il regista Gianmarco Serra, il giornalista Luca Mastrantonio, Paolo Siani e il professore Sergio Marotta. “Imbavagliati” ha, inoltre, prodotto l’omonima mostra fotografica di Stefano Renna, con 50 fotografie di 20 anni di fotogiornalismo sulle vittime e i carnefici della camorra.
L’artista italo-etiope Saba Anglana, accompagnata dai musicisti Cheikh Fall e Fabio Barovero, ha infine chiuso il festival con un partecipatissimo concerto di musica intrisa dei suoni della cultura africana e mediterranea. Il festival, che tornerà il prossimo anno, è un “work in progress” che continuerà con un giornale online – www.imbavagliati.it<http://www.imbavagliati.it>  – coordinato dal caporedattore dell’evento, lo scrittore colombiano Efraim Medina Reyes e il giornalista italiano Pietro Rossi – che continuerà a crescere e ad allargare la cerchia di collaborazioni e l’orizzonte dei campi di indagine.
“Ringrazio di essere stato parte di questo evento – ha concluso Efraim Medina Reyes – che mi ha dato la possibilità di conoscere alcuni aspetti di una realtà complessa e stimolante come la città di Napoli e dall’altra parte penso che Imbavagliati abbia dato l’opportunità a Napoli di conoscere, attraverso queste testimonianze, realtà simili alla sua”.

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