By Redazione Napoli Redazione Napoli | Published | Nessun commento
Rimettere al centro l’uomo per costruire un mondo di pace che sappia fare da contraltare alle allarmanti derive che minacciano l’intero Pianeta con una frequenza sempre più preoccupante. È alla ricerca di un nuovo Umanesimo che si muove la XVIII edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, in programma dal 9 al 20 novembre con il titolo «Sviluppo Umano, Sviluppo Integrale, Principi di Pace», dedicata alla memoria di Edgar Morin, filosofo francese recentemente scomparso.
Il percorso proposto quest’anno attraversa tre filosofie con cui, negli ultimi decenni, organismi internazionali, Chiesa e società civile hanno provato a misurare il progresso partendo dalle vite delle persone anziché dalla sola ricchezza prodotta. La prima è lo Sviluppo Umano elaborato dalle Nazioni Unite. La seconda è lo sviluppo umano integrale della dottrina sociale della Chiesa. La terza è lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. A discuterne saranno, tra gli altri, Khalid Malik, già direttore dell’Ufficio del Rapporto sullo Sviluppo Umano del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), l’economista Jeffrey Sachs, il medico ed ex portavoce del Genoa Social Forum Vittorio Agnoletto e don Gennaro Matino, pro-vicario generale dell’arcidiocesi di Napoli. Proiezioni e incontri si divideranno tra lo Spazio Comunale Piazza Forcella, cuore della manifestazione, le Università L’Orientale e Federico II e il Cinema Vittoria.
L’edizione arriva poche settimane dopo la seconda Peace School «Mario Paciolla», il corso di orientamento alle professioni della pace ideato dal Festival e dedicato al cooperante napoletano morto in Colombia mentre serviva la locale missione delle Nazioni Unite. Dal 14 al 17 ottobre la scuola ha riunito al Castel Nuovo studenti universitari, operatori umanitari, giuristi e giornalisti, con il sostegno dell’Orientale e della Federico II. Per il coordinatore del Festival, Maurizio Del Bufalo, i due appuntamenti rispondono alla stessa urgenza: «Stiamo assistendo a guerre e stragi genocidarie senza precedenti, accompagnate da uno sciame mediatico che toglie il sonno e ci rende impotenti, e pure non smettiamo di chiederci cosa possiamo fare per riprenderci la dignità umana che sentiamo perduta. Se vogliamo fermare lo scivolamento verso una nuova guerra mondiale che prende forma sotto i nostri occhi, non ci resta che mobilitare la società civile e puntare su una inversione di valori che riporti in auge la cultura di Pace».
Da qui la scelta di legare l’impegno civile per Paciolla alla formazione. «Coniugare l’impegno per ottenere dal Governo italiano un giusto processo per la vicenda che ha portato alla morte di Mario e costruire, nel suo nome, un corso per orientare i giovani verso le professioni della Pace è stato un gesto naturale», racconta Del Bufalo. Secondo lui, dopo due edizioni la scuola ha intercettato «un bisogno molto avvertito dai giovani». Il prossimo passo è allargare la platea: «Vorremmo estendere agli studenti medi il compito di uditori di questi racconti, perché la Pace è disciplina che deve essere insegnata a Scuola e non restare soltanto un’aspirazione di persone sensibili o il sogno di pochi eroici idealisti». Resta aperta anche la richiesta dei promotori di una Commissione parlamentare d’inchiesta che accerti le responsabilità della morte del cooperante. «Se la nostra iniziativa potrà mobilitare le coscienze dei cittadini in questa direzione», conclude il coordinatore, «avremo davvero fatto qualcosa di buono per la sua memoria, per la sua famiglia, per noi tutti».
La giornata di apertura è lunedì 9 novembre allo Spazio Comunale Piazza Forcella (via della Vicaria Vecchia, 23). Alle 17.45 saranno presentati il trailer, il programma e gli Eventi Internazionali dell’edizione. Seguirà la relazione di Luciano Carrino, psichiatra formatosi accanto a Franco Basaglia negli anni del superamento dei manicomi e poi, per decenni, responsabile dei programmi multilaterali di Sviluppo Umano realizzati dall’Italia con le Nazioni Unite in Africa, nel Mediterraneo, in America Latina e nell’Est europeo. Alle 19 sarà presentato il concorso cinematografico, che darà il via alle prime proiezioni.
Il filone dedicato allo Sviluppo Umano entra nel vivo martedì 10 novembre alle 16, nell’Aula Conferenze di Palazzo Corigliano, sede dell’Università L’Orientale (piazza San Domenico Maggiore, 12), con l’intervento di Khalid Malik, in collegamento da Austin (Texas), dal titolo «People First, Sustaining Peace and Prosperity». Sotto la sua direzione l’UNDP ha pubblicato i Rapporti sullo Sviluppo Umano del 2013 e del 2014. In precedenza Malik ha guidato per sette anni il sistema delle Nazioni Unite in Cina come Coordinatore residente. Mercoledì 11 novembre alle 10.30 il dibattito si sposta nell’Aula Cicala del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II (corso Umberto I, 40) per l’incontro con Andrea Tamagnini, cofondatore e coordinatore del Forum UN Italia, al quale partecipano due docenti della Federico II, Loris Marotti e Salvatore Boccagna.
Giovedì 12 novembre è la giornata dedicata alla Società Civile. Al mattino, dalle 9 alle 12.30 al Cinema Vittoria (via Maurizio de Vito Piscicelli, 8), Vittorio Agnoletto incontrerà gli studenti medi con «Un altro mondo è possibile e necessario. Ora», titolo che riprende la tesi del suo ultimo libro sul G8 di Genova, a venticinque anni dal luglio 2001. Alle 15, a Piazza Forcella, il confronto prosegue con «Un altro mondo è urgente. Proviamo a costruirlo insieme», con Agnoletto e l’avvocato Maurizio Montalto, già commissario straordinario di ABC Acqua Bene Comune Napoli. In serata, sempre a Forcella, si assegna il Premio per la Pace dell’Ambasciata di Svizzera in Italia: alla proiezione dei film finalisti assisterà la delegazione dell’Ambasciata Svizzera in Italia guidata dalla Vice Capo Missione Anna Russo Mattei. Seguiranno la premiazione e l’incontro con il regista vincitore.
Venerdì 13 novembre alle 10 lo Spazio Forcella ospita l’assegnazione del Premio Youth. I film finalisti saranno proiettati e votati in sala, poi ci sarà il collegamento con il regista premiato. Ospite d’onore della mattinata sarà una delegazione dell’Ambasciata di Svizzera.
Lunedì 16 novembre alle 9.30, nell’Aula Z3 della Federico II (via Mezzocannone, 8), al Festival è di scena lo Sviluppo Umano Integrale. Ne discuteranno Paolo Ricci, docente di Public Accountability alla Federico II, e Mauro Sciarelli, docente di Economia e Gestione delle imprese, in dialogo con don Gennaro Matino. Giovedì 19 novembre alle 15, ancora nell’Aula Conferenze di Palazzo Corigliano, è la volta dello Sviluppo Sostenibile. Jeffrey Sachs, direttore del Center for Sustainable Development della Columbia University e presidente della Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite, interverrà in collegamento da Pechino. Dialogherà con Luigi Daniele, docente di diritto dei conflitti armati e diritto internazionale umanitario alla Nottingham Law School, e Fabio Alberti, pacifista e storico fondatore della ong Un Ponte Per.
La giornata di chiusura è venerdì 20 novembre a Piazza Forcella. Alle 17.45 saranno presentate le giurie e assegnati i premi DOC, SHORT, FICC e Mario Paciolla, insieme alle menzioni Platea Diffusa e Arrigoni/Mer Khamis, con il collegamento con i registi vincitori. Alle 20 il concerto di Alessandro Parente, autore della colonna sonora del trailer del Festival, chiuderà la manifestazione.
Sono 36 i film ammessi al concorso cinematografico, sotto il coordinamento di Mario Leombruno. Sono stati scelti tra oltre 330 opere arrivate da 70 nazioni e sono suddivisi in quattro sezioni: Human Rights Doc, Human Rights Short, Human Rights Youth e Premio per la Pace dell’Ambasciata di Svizzera in Italia. La giuria di esperti chiamata ad assegnare i premi Doc e Short è composta da tre nomi. Il primo è Tommaso D’Elia, documentarista e filmmaker con oltre cento lavori all’attivo dal 1990 a oggi, tra cui «Nata da un sogno – Mediterranea Saving Humans». La seconda è Nancy Porsia, giornalista e documentarista esperta di Medio Oriente e Nord Africa, unica giornalista italiana di stanza in Libia dalla fine della Rivoluzione al 2016. La terza è Raha Shirazi, regista e sceneggiatrice iraniano-canadese, il cui documentario «A War on Women» ha ricevuto il Fearless Wahine Award al Doc Edge International Film Festival. Le proiezioni, a ingresso gratuito, si terranno allo Spazio Comunale Piazza Forcella, quando possibile alla presenza degli autori. Si svolgeranno dal 9 al 18 novembre, domenica 15 esclusa, dalle 17.45 alle 21; la sera dell’apertura inizieranno alle 19.15. Il calendario completo delle proiezioni sarà disponibile su www.cinenapolidiritti.it.
Il XVIII Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli è promosso dall’Associazione Cinema e Diritti con il contributo di Regione Campania, Film Commission Regione Campania, Comune di Napoli e Università L’Orientale. Si svolge in collaborazione con l’Università Federico II e con il patrocinio e il sostegno della Confederazione Elvetica e dell’Ambasciata di Svizzera in Italia. Il Festival aderisce dal 2009 allo Human Rights Film Network, rete patrocinata da Amnesty International, e gode del sostegno di Banca Etica, Un Ponte Per, Federazione Italiana dei Circoli del Cinema (FICC) ed Expoitaly.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale della manifestazione www.cinenapolidiritti.it e sulla pagina Facebook «Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli».
Il Mezzogiorno Info usa Accessibility Checker per monitorare l'accessibilità del nostro sito web.
Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.