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Gino Sorbillo e Marco Infante protagonisti al cinema nel film “Alessandra” di Pasquale Falcone

Insieme a Salvatore Lionello, Vincenzo Capuano e i food blogger Vincenzo Falcone, Gianandrea Squadrilli, Egidio Cerrone interpretano se stessi nella scena “Napoli Food Song”

NAPOLI, 12 OTTOBRE 2020

Gino Sorbillo, Salvatore Lionello, Vincenzo Capuano, i food blogger Vincenzo Falcone, Gian Andrea Squadrilli, Egidio Cerrone e Marco Infante saranno protagonisti al cinema interpretando se stessi nel film “Alessandra – Un grande amore e niente più” nelle sale dal 15 ottobre con la regia di Pasquale Falcone.

La scena è ambientata, manco a dirlo, in un ristorante dove si intratterranno a parlare di pizza con Sergio Muniz, Giacomo Rizzo e Pietro De Silva, nei panni di uno chef sui generis. Durante la cena partiranno le note del brano “Napoli Food Song” che farà alzare tutti dai tavoli per un balletto in stile musical.

Il film racconta l’amore attraverso tre storie che attraversano tre generazioni. Completano il cast Sara Zanier, Eleonora Facchini, Antonio Apadula, Rosaria De Cicco, Alessandra Tumolillo, Fabio Massa, Sergio Sivori, Sabrina Marciano e la partecipazione speciale di Peppino Di Capri che esegue nel film una versione riarrangiata di “Un grande amore e niente più”, brano col quale vinse il festival di Sanremo nel 1973.

Prodotto da Pragma, è stato realizzato tra Cilento, Costa D’Amalfi e Cava de’ Tirreni. Prima nazionale con il cast in sala il 15 ottobre alle ore 21 al cinema Metropol di Cava de’ Tirreni.

SINOSSI Francesca e Roberto sono poco più che diciassettenni, vivono la loro vita spensierata, si amano. Un giorno Francesca si accorge di essere in attesa. Con pudore e paura lo comunica a Roberto che rimane sconvolto dalla notizia, ha paura, e si allontana così da lei. Francesca porta avanti, con l’aiuto della mamma, la sua gravidanza accetta quel dono d’amore che le è stato offerto dalla vita. Dopo nove mesi da alla luce una bellissima bimba che chiama Alessandra. All’età di 25 anni Alessandra incontra un ragazzo, Valerio, del quale si innamora. Scopre però che è figlio del suo padre naturale, in pratica sono fratelli unilaterali, ma…

 

“Io diserto”, anteprima nazionale dal 15 al 16 ottobre al Palapartenope-Casa della Musica

 

DAL 15 AL 16 OTTOBRE 2020, alle ore 21, a CASA DELLA MUSICA – PALAPARTENOPE, in Via Barbagallo 115 – Napoli, debutta IO DISERTO Morire per la patria, morire per niente in anteprima nazionale di Antonio Mocciola, con Alfonso D’Auria e Vincenzo Coppola, per la regia di Diego Sommaripa.

Lo spettacolo è inserito nella rassegna teatrale “Controvento – Il teatro dei talenti under 35”.
Un disertore di umili origini e un interventista intellettuale nella stessa trincea: una favola, un falso storico, un’occasione per rileggere una pagina remota della nostra storia, della prima guerra mondiale, di un’amara vittoria. Sulle note dal vivo delle proibitissime canzoni di trincea, si consuma la snervante attesa di due giovani vite.
Nella stessa trincea, durante la Prima Guerra Mondiale, troviamo un disertore obiettore di coscienza (ispirato alla figura realmente esistita di Bruno Misefari, autore del “Diario di un disertore”) nonché appassionato chitarrista (interpretato da Alfonso D’Auria), e un giovane poeta convinto interventista, Giuseppe Ungaretti (interpretato da Vincenzo Coppola). Ad accomunarli, la paura di morire, una giovinezza precaria, l’amore per l’arte. Tra canzoni rarissime e all’epoca proibite, ripescate per l’occasione con un approfondito lavoro filologico, Antonio Mocciola disegna un piccolo affresco di vita spicciola, e allo stesso tempo universale, e con la regia di Diego Sommaripa racconta gli umori e gli odori di una notte lunghissima di veglia inquieta, il dramma e la speranza di una vita (come di mille vite) nel nome di una Patria da alcuni troppo amata, da altri troppo poco. Alla ricerca di un senso identitario ancora oggi tutto da decifrare. Sullo sfondo, l’Italia che cambia, tra terremoti dagli aiuti ritardati (quello dello Stretto di Messina del 1909, così simile a quello – 100 anni esatti dopo – de L’Aquila), l’ascesa irresistibile del giovane Mussolini, le trame della Banca di Roma e di Giolitti, i primi fermenti futuristi. Vale la pena parlare, e rappresentare, un momento storico rimasto nell’ombra, occultato dai temi della Seconda Guerra, più mediatica, più globale, in qualche modo già più “social”. E invece, in quegli anni, si spargevano i semi della futura deriva totalitaria che tanto avrebbe condizionato la nostra vita. Uno spettacolo dedicato a chi ebbe il coraggio di dire “no” (pacifisti, altro che disertori) in tempi inquieti e dolorosi.
Note di regia
Mi sono ritrovato tra le mani una vicenda dall’altissimo coefficiente di fascino – uno spettacolo scritto di Antonio Mocciola che ha riscoperto con minuzia di particolari i vecchi canti dei disertori e li mescola in modo ritmato in un flash di un falso contesto storico .Troviamo in trincea un disertore e Giuseppe Ungaretti in un vero e proprio falso (d’autore). Non potevo che utilizzare un linguaggio di estrema verità montando lo spettacolo come una cronistoria raccontata da due giornalisti che all’occorrenza diventano anche interpreti stessi della vicenda. Tra l’in e l’out, il vero ed il falso, il sogno e la realtà, la musica e la prosa. Scivolano così 55 minuti di battaglia a colpi di drammaturgia, versi e momenti onirici. In scena Alfonso D’Auria e Vincenzo Coppola, due affiatati attori che danno corpo voce e anima a Furio Sbarnemi e Giuseppe Ungaretti. Oggi andare in scena è un atto di resistenza estrema Siamo un po’ tutti dei disertori noi artisti, in un sistema che non riesce a trovare soluzioni per il nostro amato teatro In un momento così delicato. Noi non alziamo bandiera bianca. (Diego Sommaripa)
 
info 081 5700008

D’ISTANZA CREATIVA – LA STAGIONE DELLA PIETÀ DE’ TURCHINI

 

D’istanza Creativa è il titolo della XXIII stagione musicale della Fondazione Pietà de’ Turchini, presieduta e diretta da Federica Castaldo che inizia la sua programmazione sabato 17 ottobre (ore 19) con i Talenti Vulcanici. L’ensemble diretto da Stefano Demicheli, reduce dal grande successo all’ultimo Ravello Festival e dal conferimento del prestigioso Premio Abbiati 2020, presenterà in prima assoluta a Napoli nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, “Antonio Manna, il basso napolitano”. Una nuova produzione della Fondazione che fa tesoro delle ricerche musicologiche di Paologiovanni Maione e che affida il ruolo da protagonista alla voce del giovane e talentuoso basso Nicola Ciancio. “Il titolo della stagione – sottolinea Federica Castaldo – sintetizza una suggestione che ben si applica ai tempi complicati che stiamo vivendo. Le distanze imposte dalla ragionevolezza non fermano le istanze creative di tanti che, come noi, hanno dedicato l’intera esistenza alle arti. Dopo mesi di stallo abbiamo rotto il ghiaccio a settembre con le attività in presenza, recuperando e rilanciando il festival “A corde spiegate”. Grazie soprattutto alla risposta del pubblico siamo adesso pronti alla nuova sfida annunciando, per il momento fino a dicembre, una programmazione che si protrarrà fino a giugno 2021”.

Dopo l’inaugurazione con i Talenti Vulcanici, il cartellone propone, sabato 24 ottobre (Chiesa di Santa Caterina da Siena, ore 19) il ritorno in città dell’Ensemble Armoniosa con l’anteprima assoluta di “Around Bach”. Ai primi di novembre (sabato 7, Chiesa di Santa Caterina da Siena, ore 19) in scena due virtuosi del mandolino, Ugo Orlandi e Mauro Squillante (che di Orlandi è stato allievo), presentano il concerto “L’arte del plettro” .

Si rinnova, arricchendosi di presenze provenienti da tutt’Italia, la terza edizione della rassegna “A più Voci” con la consulenza artistica di Salvatore Murru. Due fine settimana interamente dedicati alla polifonia – da venerdì 13 a domenica 22 novembre tra la Chiesa di Santa Caterina da Siena e la Chiesa dell’Incoronatella alla Pietà de’ Turchini – che iniziano con una prima esecuzione in tempi moderni della splendida “Missa Carolus Sextus” di Angelo Ragazzi ad opera dell’ensemble vocale In-canto di Partenope diretto da Davide Troìa.

Tra le ospitalità di eccellenza, si segnala l’Ensemble Mare Nostrum diretto da Andrea De Carlo, che presenta “Oblivion” con il mezzosoprano Josè Maria Lomonaco, Javier Girotto al sax, Fabio Furia alla fisarmonica, Lucia Adelaide Di Nicola al clavicembalo, Jadran Duncumb all’arciliuto, Amleto Matteucci al contrabbasso  (sabato 28 novembre, Chiesa di Santa Caterina da Siena, ore 19).  Tra novembre e dicembre sono inoltre in programma i debutti dei giovani allievi delle masterclass e dei seminari della Turchini Academy mentre a dicembre si annuncia anche la VI edizione de “Il suono della parola” in collaborazione con MiNa Vagante.

Info e prenotazioni: tel. 081402395  info@turchini.it  www.turchini.it

Paesaggi interrotti: Lucio Salzano a Palazzo Venezia

Recuperare l’antico per vivere il contemporaneo. Così i pastelli a olio diventano protagonisti nella mostra personale di Lucio Salzano a Palazzo Venezia.
Il percorso espositivo, da titolo Paesaggi interrotti, sarà aperto al pubblico dal 15 al 21 ottobre nelle sale dello storico edificio di Spaccanapoli. Artista poliedrico, attivo sin dagli anni ’80 in ambito teatrale, negli ultimi 5 anni Salzano si è dedicato all’esplorazione del linguaggio visivo che passa dalla punta di un pastello piuttosto che dalla macchina da presa.
Il corpus di opere è composto da pastelli a olio e tecnica mista su cartone e masonite, realizzati dal 2015 a oggi, alcuni dei quali inediti e realizzati site-specific per l’evento.
Tra le opere presenti ce n’è una che ha già goduto dell’attenzione di oltre 200.000 spettatori. Parlo dell’opera che è in acquisizione temporanea da settembre 2018 presso il Museo Nazionale di San Martino a Napoli: Le dimensioni dell’arte live experience.
Questo lavoro è stato realizzato in estemporanea durante la performance di apertura della personale Segni nella Certosa, insieme con Antonio Onorato che ha accompagnato il gesto pittorico con il prezioso tocco della sua breath guitar.
«Ho sempre considerato l’arte come un linguaggio che conosce steccati- spiega Lucio Salzano- e che al contrario si nutre della contaminazione tra i diversi tipi di linguaggio. Già nei miei spettacoli teatrali ho sempre utilizzato immagine, musica, parola e movimento come elementi che nell’insieme costruiscono un’unica esperienza artistica». 
I primi quattro giorni dell’esposizione (dal 15 al 18, ore 19), sarà riproposta la storica performance Poetic Juke Box ideata e diretta da Lucio Salzano, con Antonella Monetti e le musiche originali composte ed eseguite da Antonio Onorato, in una versione ART in cui saranno video-proiettate le opere dell’artista.
«Sono immagini pure, mentali queste di Salzano – scrive Antonio Grieco – pensiero visivo che nel recupero di una dimensione percettiva del gesto pittorico, oltre al Surrealismo, richiama alla mente l’Impressionismo».
Paesaggi Interrotti
dal 15 al 21 ottobre
Palazzo Venezia – via Benedetto Croce 19 – Napoli
Opening: giovedì 15 ottobre, ore 17
Orari: lunedì-domenica dalle 10.30-13.30 e 15.30-19.00 (i giorni 15, 16, 17 e 18 ottobre con prolungamento fino alle 21)
Alla performance Poetic Juke Box Art, dal 15 al 18 ottobre, si accede uno spettatore alla volta, previa prenotazione obbligatoria al seguente numero: 081 552 87 39

Per ulteriori informazionipalazzovenezianapoli@gmail.com

TRASPORTI: DE MAGISTRIS, SCIOPERO? AUSPICO MAGGIOR SENSO DI RESPONSABILITA’

 

“Lo sciopero di oggi? Sarebbe auspicabile maggior senso di responsabilità nei confronti di una città che soffre, con tutto il rispetto ovviamente per le prerogative sindacali”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ai microfoni di Mariù Adamo in un’intervista realizzata per Mattina 9, il morning show in onda su Canale 9 – 7 Gold.

“Le immagini degli assembramenti nei mezzi pubblici di Napoli sono molto simili a quelle di Roma e di Milano, che ha un servizio di trasporto pubblico molto efficiente. Per evitarli aiutano molto gli orari differenziati, cosa che stanno adottando le scuole, e lo smart working. Purtroppo ci sono i limiti per il covid e i mezzi pubblici a disposizione sono quelli: eravamo già in difficoltà prima, figuriamoci adesso. E’ un momento storico difficile, la pandemia è qualcosa a cui il mondo non era preparato. Tra mille difficoltà si è messo in campo un sistema di viabilità – ha concluso il sindaco – serve pazienza e un lavoro di squadra”.

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