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Trofeo Arbiter–Loro Piana, trionfa Singapore: Napoli capitale dell’alta sartoria

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Si è conclusa con successo la sesta edizione del Trofeo Arbiter–Loro Piana, Milano Su Misura, svoltasi il 16 e 17 ottobre 2026, per la prima volta nel capoluogo campano dopo cinque edizioni milanesi. Due giornate che hanno riunito maestri sartori provenienti da tutto il mondo, con creazioni esaminate da un prestigioso Collegio di Consoli Giudicanti. Organizzato da Arbiter, la rivista diretta da Franz Botré, con Loro Piana, il Trofeo ha celebrato l’eccellenza sartoriale internazionale e la straordinaria identità culturale di Napoli, città nella quale il sapere artigianale continua a rappresentare un patrimonio vivo e riconosciuto. Cuore della manifestazione è stata la splendida Villa Doria d’Angri, dove venerdì 16 ottobre i Consoli Giudicanti si sono riuniti per esaminare le creazioni dei partecipanti, valutandone la qualità tecnica, le proporzioni, le lavorazioni e l’eleganza. Tra i giudicanti, tre esponenti dell’associazione Le Mani di Napoli: Michele Sabino, della storica Sartoria Sabino; Cristina Dalcuore, della Sartoria Dalcuore; e Vincenzo Cuomo, della Sartoria Cuomo, già vincitore del Trofeo Arbiter Giovani e del Trofeo Arbiter Senior. Tre percorsi differenti, accomunati dalla passione per la tradizione sartoriale napoletana e dalla volontà di trasmetterne i valori alle nuove generazioni.

Per Vincenzo Cuomo, il ritorno al Trofeo in veste di giudicante ha rappresentato un momento particolarmente significativo, segnando il passaggio dal ruolo di concorrente a quello di componente del Collegio dei Consoli Giudicanti.

«Questo Trofeo ha per me un significato davvero speciale. Anni fa ero dall’altra parte, tra i concorrenti, con l’emozione e il desiderio di dimostrare il mio valore. Ho avuto l’onore di vincere prima il Trofeo Arbiter Giovani e, successivamente, quello Senior. Oggi ritrovarmi nel Collegio dei Consoli Giudicanti rappresenta un’emozione diversa, accompagnata da una grande responsabilità», ha dichiarato Cuomo. «È il riconoscimento di un percorso fatto di sacrifici, impegno e passione. Poter vivere tutto questo proprio a Napoli, la città che mi ha trasmesso l’amore per la sartoria, rende questo momento ancora più significativo e indimenticabile. Mi auguro che la mia esperienza possa essere un messaggio per tanti giovani: credete nelle vostre mani, perché, con talento, dedizione e perseveranza, possono portarvi lontano».

Anche Cristina Dalcuore ha sottolineato il valore umano e culturale dell’esperienza, richiamando l’attenzione sulle competenze e sulla sensibilità che si celano dietro ogni creazione.

«Ho trascorso gran parte della mia vita tra tessuti, aghi, fili e abiti da realizzare, imparando ogni giorno che la vera sartoria richiede sensibilità, pazienza e rispetto. Essere chiamata a giudicare le creazioni di maestri provenienti da tutto il mondo è stato per me un grande onore, oltre che una profonda emozione. Mi auguro soprattutto che queste giornate possano ispirare le nuove generazioni, avvicinandole a un mestiere straordinario, nel quale competenza, creatività e passione si tramandano di generazione in generazione», ha concluso Dalcuore.

Franz Botré: «La sartoria napoletana è una cultura della bellezza»

Nel corso degli incontri, Franz Botré, Direttore di Arbiter, ha evidenziato il ruolo internazionale della sartoria napoletana e la sua capacità di affermarsi come riferimento culturale e stilistico ben oltre i confini nazionali. «Il ruolo della sartoria napoletana nel mondo è oggi più importante che mai. Nel corso degli anni è diventata sempre più ricercata, studiata e reinterpretata, fino a essere imitata, nel bene e nel male, in tutto il mondo, Italia compresa. Questo fenomeno, se da un lato rischia di allontanarsi dall’autenticità delle origini, dall’altro rappresenta anche un riconoscimento del valore di Napoli e della cultura che questa città esprime da secoli».

Botré ha richiamato le radici storiche di questa tradizione e la capacità della città di trasformare il proprio patrimonio culturale in un’espressione contemporanea di eleganza.

«Una cultura che affonda le proprie radici nella storia, anche nell’eredità dei Borbone, e che ha saputo custodire e tramandare un’idea di bellezza capace di esprimersi in ogni ambito, compreso quello sartoriale. Napoli sa trasformare questa bellezza in abiti e portarla nel mondo attraverso una tradizione artigianale unica».

Il Direttore di Arbiter ha affrontato anche il rapporto tra qualità e sostenibilità imprenditoriale, una delle sfide più complesse per chi opera nel settore dell’eccellenza.

«Conciliare imprenditorialità e qualità è una delle sfide più complesse, soprattutto quando si sceglie di puntare sull’eccellenza. Lo so bene anche per la mia esperienza alla guida di una rivista come Arbiter: fare qualità richiede investimenti, competenze e una ricerca costante, ma non sempre il valore di ciò che si propone viene riconosciuto da tutti. La vera sfida è trovare un equilibrio tra sostenibilità commerciale ed eccellenza, senza rinunciare alla propria identità e ai principi che definiscono un prodotto di qualità».

Per Botré, il valore della sartoria napoletana risiede soprattutto nell’incontro tra competenza tecnica, cultura del lavoro e sensibilità estetica.

«Nasce da un sapere profondo, da una cultura del lavoro in cui l’etica si traduce in estetica e in cui la competenza artigianale diventa espressione di bellezza. È questo patrimonio a rendere ogni capo qualcosa di speciale: non soltanto un abito, ma un’esperienza capace di suscitare emozione e di raccontare, attraverso ogni dettaglio, la storia e l’identità di Napoli».

Pierluigi Loro Piana: «La sartoria napoletana ha contribuito a definire i canoni dell’eleganza maschile»

Il ruolo internazionale della tradizione partenopea è stato al centro anche delle riflessioni di Pierluigi Loro Piana, che ha sottolineato la capacità della sartoria napoletana di coniugare identità stilistica, vestibilità e attenzione alla persona.

«La sartoria napoletana occupa un posto di assoluto rilievo nel panorama internazionale dell’eleganza maschile. Ha rappresentato una guida e ha contribuito a definire i canoni dello stile, diffondendo nel mondo una cultura sartoriale capace di attraversare confini e tradizioni. La sua forza risiede anche nella capacità di adattare il proprio linguaggio alle caratteristiche fisiche e alle esigenze dei clienti, valorizzandone la personalità e facendoli sentire a proprio agio in ogni contesto. Un abito sartoriale non è soltanto un indumento: è uno strumento attraverso il quale ciascuno può esprimere sé stesso e sentirsi rappresentato. In questo senso, la sartoria napoletana ha saputo interpretare l’eleganza maschile e, in molti casi, dettarne i canoni, a partire da elementi distintivi come la costruzione della spalla e la naturalezza della vestibilità.  Tradizione e innovazione, il futuro dell’artigianato sartoriale».

Il Trofeo Arbiter e il valore dell’abito su misura

Loro Piana ha sottolineato anche il valore del Trofeo Arbiter quale occasione per valorizzare il mestiere sartoriale e le nuove generazioni.

«Essere qui a Napoli, per un’iniziativa come il Trofeo Arbiter, è davvero un piacere. Arbiter ha interpretato con intelligenza il proprio ruolo di voce autorevole rivolta a un pubblico attento e selezionato, e questa iniziativa aggiunge ulteriore valore al lavoro della rivista».

E ha proseguito: «Ciò che trovo particolarmente significativo è che non si tratti semplicemente di una competizione per stabilire chi sia il più bravo, ma di un’occasione per riconoscere l’impegno, il talento e la volontà di portare avanti una tradizione tutt’altro che superata. Ho visto giovani capaci di esprimere livelli altissimi di qualità e sensibilità, dimostrando quanto il futuro della sartoria possa essere promettente».

Singapore conquista il Trofeo Arbiter 2026

A conquistare il Trofeo Arbiter 2026 è stato Javin Tan Yi Chen, di Singapore, confermando la dimensione internazionale della competizione. Il riconoscimento dedicato ai giovani talenti è stato assegnato all’italiano Riccardo Verolo, espressione di una nuova generazione che crede nel valore del lavoro fatto a mano. Due percorsi, un unico messaggio: l’alta sartoria è un linguaggio universale, capace di unire culture e sensibilità differenti attraverso la ricerca della qualità, la cura del dettaglio e la valorizzazione della persona.

Le Mani di Napoli, due anni di lavoro per portare il Trofeo in città

Dietro l’arrivo del Trofeo Arbiter a Napoli c’è anche il percorso costruito con determinazione dall’associazione Le Mani di Napoli. Due anni fa l’associazione promosse l’incontro tra Franz Botré e il sindaco Gaetano Manfredi, aprendo un dialogo che ha contribuito a portare in città questa prestigiosa manifestazione.

Un lavoro condotto attraverso relazioni, confronto e una visione condivisa: rafforzare il ruolo di Napoli negli appuntamenti internazionali dedicati all’alto artigianato.

Durante la cerimonia conclusiva, il Presidente dell’associazione, l’avvocato Giancarlo Maresca, è salito sul palco per consegnare i Premi Petronius ai partecipanti, in omaggio al talento e al lavoro artigianale.

Un risultato importante per tutta la comunità di Le Mani di Napoli, frutto anche dell’attività di relazione e promozione portata avanti da Damiano Annunziato, dal Gran Maestro e dagli associati che hanno creduto fin dall’inizio nell’incontro tra Arbiter e Napoli. Un contributo che testimonia il valore della collaborazione tra realtà unite dalla volontà di valorizzare l’eccellenza artigianale.

Sartoria napoletana, avviata la predisposizione del disciplinare per l’Indicazione Geografica.

Le Mani di Napoli: «Un traguardo storico per il nostro patrimonio»

A rafforzare il significato di queste giornate è una prospettiva di straordinaria importanza per il futuro dell’artigianato partenopeo. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, senatore Adolfo Urso, ha annunciato in questi giorni l’avvio del percorso relativo alla predisposizione del disciplinare per la tutela delle produzioni artigianali e industriali legate ai territori, nell’ambito del quadro europeo delle Indicazioni Geografiche.

Per la sartoria napoletana si apre così una fase di particolare rilievo. L’associazione Le Mani di Napoli è impegnata nel lavoro di predisposizione del disciplinare destinato a definire le caratteristiche distintive della sartoria partenopea e a sostenere il percorso verso il riconoscimento dell’Indicazione Geografica a livello europeo.

L’avvio della predisposizione del disciplinare rappresenta un passaggio fondamentale verso una maggiore tutela dell’identità sartoriale napoletana. L’eventuale riconoscimento dell’Indicazione Geografica consentirebbe di rafforzare la protezione della denominazione, contrastare imitazioni e usi impropri e valorizzare il lavoro degli artigiani che rispetteranno i requisiti previsti.

Si tratterebbe di un’opportunità per l’intero comparto, non riservata ai soli associati, con ricadute importanti sulla riconoscibilità delle produzioni, sulla competitività delle imprese e sulle prospettive delle nuove generazioni.

Per Le Mani di Napoli, l’avvio di questo percorso è motivo di grande soddisfazione e autentico giubilo.

La predisposizione del disciplinare costituisce un momento decisivo: significa tradurre in criteri chiari e condivisi ciò che rende distintiva la sartoria napoletana, dalle tecniche di costruzione alle proporzioni, dalla qualità delle lavorazioni alla capacità di interpretare l’eleganza maschile attraverso una sensibilità inconfondibile.

Il presidente de Le Mani di Napoli, l’avvocato Giancarlo Maresca, ha ribadito il senso collettivo dell’iniziativa:

«Non stiamo lavorando per ottenere un riconoscimento riservato a pochi, ma per tutelare un patrimonio che appartiene alla storia e all’identità di Napoli. Abbiamo voluto costruire questo percorso attraverso il confronto e la partecipazione dei maestri artigiani. L’Indicazione Geografica dovrà rappresentare una garanzia di autenticità, uno strumento di tutela e una grande opportunità per le future generazioni».

L’impegno dell’associazione prosegue nel segno della collaborazione tra maestri, imprese e istituzioni, affinché la sartoria napoletana possa ottenere il riconoscimento che merita e consolidare il proprio ruolo tra le grandi espressioni del Made in Italy.

Napoli, una capitale internazionale che guarda al futuro attraverso le proprie mani

Il Trofeo Arbiter–Loro Piana si inserisce in una fase di grande visibilità internazionale per Napoli, che si prepara ad accogliere anche la 38ª America’s Cup. Ma il significato di queste giornate va oltre il successo di una manifestazione: racconta una città dotata di un patrimonio umano, culturale e produttivo straordinario.

 

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